Inclusione sociale in Calabria: progetti per stabilizzare 4mila tirocinanti

La Regione Calabria lavora a un accordo quadro con i sindacati per offrire soluzioni concrete ai precari dei programmi di tirocinio inclusivo

La Regione Calabria accelera sui progetti per i tirocinanti d’inclusione sociale, un bacino che attualmente conta circa 4mila precari. Durante un incontro presso la Cittadella regionale, il governatore Roberto Occhiuto, insieme all’assessore Giovanni Calabrese e ai dirigenti coinvolti, ha ribadito l’impegno dell’amministrazione per definire un percorso di stabilizzazione senza ricorrere a ulteriori proroghe.

Le misure in programma: pensioni, incentivi e stabilizzazioni

Tra le proposte più rilevanti vi è un piano per garantire un assegno d’inclusione sociale agli over 60 fino al raggiungimento della pensione. Questa misura dovrebbe coinvolgere circa 1.100 lavoratori, con un costo stimato di 25 milioni di euro. La delibera per stanziare i fondi necessari sarà presto portata in Giunta per l’approvazione. Tuttavia, i sindacati chiedono garanzie sul rifinanziamento della misura per gli anni successivi e sulla possibilità, per chi beneficia dello scivolo pensionistico, di accedere in futuro a contratti di lavoro.

Un’altra misura significativa riguarda il contributo una tantum di 25mila euro erogato dalla Regione agli enti o soggetti che assumono attingendo dal bacino dei tirocinanti. Tale contributo mira a incentivare la trasformazione dei tirocini in contratti stabili ea dare concreta attuazione a quanto previsto da un emendamento inserito nell’ultima legge di Bilancio.

La norma consente alle amministrazioni pubbliche di assumere tirocinanti con contratti a tempo indeterminato o parziale, utilizzando procedure semplificate e in deroga, entro il 31 dicembre 2026, nei limiti delle risorse disponibili.

Un accordo quadro per il futuro dei tirocinanti

Un accordo tra la Regione ei sindacati è in via di definizione per integrare tutte le misure in un’unica strategia. Questo percorso punta a garantire una stabilità lavorativa concreta ai tirocinanti, migliorando così le loro prospettive professionali e riducendo la precarietà diffusa. L’obiettivo è quello di offrire opportunità di lavoro stabili anche a chi, pur non rientrando nelle categorie coperte dalle nuove misure, aspira a una maggiore sicurezza occupazionale.

La sfida della stabilità lavorativa in Calabria

L’incontro con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil ha evidenziato la necessità di affrontare con urgenza la situazione dei tirocinanti, in una regione che continua a lottare con elevati tassi di disoccupazione e precarietà. La collaborazione tra istituzioni e parti sociali sarà fondamentale per trasformare i tirocini in un’opportunità concreta di inclusione lavorativa e per dare nuova fiducia ai lavoratori coinvolti.

Redazione

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