Si terrà mercoledì 15 dicembre l’udienza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) per valutare la richiesta di sospensione e annullamento della delibera con cui il Comune di Cosenza ha approvato, il 9 ottobre scorso, il progetto di un edificio multipiano a destinazione turistico-alberghiera nell’area di Via Popilia – Vaglio Lise. Il ricorso è stato presentato dal presidente del Consorzio Valle Crati, Maximiliano Granata, che ha sollevato importanti criticità ambientali e amministrative.
Le accuse del Consorzio Valle Crati
Maximiliano Granata ha espresso preoccupazione per la gestione delle autorizzazioni allo scarico nell’area, definendola caratterizzata da confusione e disordine. «Da anni denunciamo l’assenza di controlli e il mancato rispetto delle norme sulla depurazione dei reflui», ha dichiarato Granata, sottolineando che il cuore della Valle del Crati è diventata una «bomba ecologica».
Il Consorzio Valle Crati, responsabile del controllo della depurazione e della gestione del sistema fognario nei Comuni consorziati, ha evidenziato diversi problemi: interi quartieri non allacciati alla rete fognaria, sversamenti di liquami in strada e casi emblematici come quello dell’Ospedale Annunziata, per il quale non è chiaro dove vengano scaricati i reflui.
Problemi diffusi nella rete fognaria
Secondo Granata, le criticità non riguardano solo Cosenza ma anche altre zone dell’area urbana. Tra i casi più gravi, sono stati segnalati:
- Via Popilia e Piazza Europa, dove interi edifici non risultano collegati al sistema fognario.
- Via degli Stadi, descritta come una “fogna a cielo aperto”.
- Il centro commerciale Metropolis a Rende, che non avrebbe prodotto le autorizzazioni necessarie allo scarico.
Granata ha inoltre denunciato che i reflui non trattati finiscono nei corsi d’acqua, con impatti negativi sui fiumi e sul mare, da Città 2000 fino a Rende.
Il ricorso contro il progetto turistico
Il progetto del residence multipiano, al centro del ricorso, rappresenta secondo il Consorzio Valle Crati un ulteriore rischio per l’area, già gravemente compromessa dal punto di vista ambientale. Granata sostiene che, prima di avviare nuovi progetti, sia necessario garantire un’adeguata gestione delle acque reflue e delle infrastrutture fognarie.
In attesa della decisione del Tar
L’udienza del Tar sarà cruciale per decidere il futuro del progetto. Nel frattempo, le denunce del Consorzio Valle Crati evidenziano la necessità di interventi strutturali per sanare una situazione che, oltre a mettere a rischio l’ambiente, compromette la qualità della vita dei cittadini.
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