La neve di fine novembre e quella di Natale hanno trasformato Lorica e Camigliatello in mete turistiche d’eccellenza, tra paesaggi imbiancati e impianti in piena attività.
Le abbondanti nevicate hanno regalato un’atmosfera magica alle due località dell’Appennino calabrese. Lorica, sulle sponde dell’Arvo, e Camigliatello, ai piedi di Fago del Soldato, hanno accolto un afflusso record di turisti, con il tutto esaurito sia nelle strutture ricettive che sulle piste. Gli impianti di risalita hanno ripreso a funzionare, segnando una rinascita per gli sport invernali nella zona.
Un Natale speciale: turismo, leggende e sport
La tradizione locale arricchisce l’esperienza turistica: alcuni racconti antichi narrano di una fata che appariva sulle acque del lago Arvo, un segno di buon auspicio che sembra rivivere oggi attraverso le abbondanti nevicate. A Camigliatello, il famoso trenino della Sila offre un viaggio suggestivo fino a San Nicola-Silvana Mansio, mentre la seggiovia “Cavaliere” di Lorica ha riaperto con piste preparate per accogliere sciatori e appassionati.
Le abbondanti precipitazioni hanno accelerato i lavori di manutenzione e preparazione delle piste principali, tra cui Valle dell’Inferno 1 e 2. Gli operatori turistici hanno ringraziato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e l’assessore Gianluca Gallo per il supporto al rilancio degli sport invernali.
Record di turisti e ottimismo per il futuro
Già dal 26 dicembre, gli impianti di Camigliatello sono tornati in funzione, completando con successo le prove tecniche obbligatorie. Il giorno successivo, le piste hanno ufficialmente aperto, garantendo agli sciatori condizioni ottimali grazie alla neve abbondante. La presenza di vacanzieri provenienti da Puglia, Lucania, Sicilia e Campania ha creato un clima di festa, con il turismo destinato a proseguire almeno fino all’Epifania.
Contrasti tra gioia e difficoltà
Mentre Lorica e Camigliatello celebrano il successo della stagione, a Gambarie, nel Reggino, la situazione è ben diversa. Nonostante la neve, gli impianti restano chiusi a causa delle difficoltà gestionali. Una crisi che sottolinea la necessità di una pianificazione strutturata per evitare che simili realtà cadano nell’abbandono.
L’inverno 2023-2024 segna così un nuovo capitolo per le montagne della Sila, riportando turismo, sport e vitalità dopo anni complessi.
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