Pnrr e alta velocità Salerno-Reggio Calabria: i nodi da sciogliere in Calabria

Bruxelles sblocca i fondi, ma la nostra regione resta in bilico tra ritardi nei lotti calabresi e incertezze sui fondi Pnrr mettono a rischio l'opera. Ecco il dibattito sui tracciati

Il Governo italiano ha recentemente ricevuto da Bruxelles la sesta rata del Pnrr, pari a 8,7 miliardi di euro, ma deve affrontare nuove modifiche al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tra i progetti che rischiano di essere rimodulati spiccano alcuni lotti dell’Alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, in particolare quelli riguardanti la Calabria, dove i ritardi accumulati minacciano la realizzazione dell’opera. Il rischio concreto è che i fondi destinati a questa infrastruttura vengano dirottati verso altri progetti.

I ritardi nei lotti calabresi

In Campania, i lavori sull’Alta velocità procedono con l’obiettivo di rendere operativi i treni entro dicembre 2026. Tuttavia, in Calabria il futuro dell’opera è ancora incerto. Secondo il gruppo Fs, l’iter autorizzativo per il tratto Praia a Mare-Paola si concluderà solo nel 2026, mentre la nuova galleria Santomarco (che collega Paola a Cosenza) potrebbe essere completata non prima del 2030. La situazione si complica ulteriormente per i segmenti a sud di Cosenza, dove non esistono ancora certezze né piani definitivi.

A gravare sulla situazione, una parte significativa del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) è stata destinata alla costruzione del Ponte sullo Stretto, riducendo le risorse disponibili per l’Alta Velocità. Senza nuovi finanziamenti, il completamento dell’opera rischia di slittare ulteriormente, lasciando la Calabria in una posizione di svantaggio rispetto al resto del Mezzogiorno.

Il dibattito sui tracciati: costa o montagna?

Una delle questioni più divisive è la scelta del tracciato ferroviario. Due sono le opzioni principali:

  • Percorso a monte, che attraverserebbe la Valle del Crati fino a Cosenza per poi ridiscendere verso la costa tirrenica e Lamezia Terme.
  • Percorso costiero, che seguirebbe la linea esistente lungo la costa tirrenica, prevedendo anche l’integrazione con la tratta Battipaglia-Romagnano-Potenza-Metaponto fino a Sibari.

La soluzione costiera sembrava inizialmente favorita, anche grazie al previsto raddoppio della galleria Santomarco, che garantirebbe comunque il collegamento con Cosenza. Tuttavia, i sostenitori del tracciato a monte evidenziano le difficoltà geomorfologiche legate al doppio attraversamento della catena costiera calabrese, considerandole un ostacolo importante alla realizzazione del progetto.

Un’opera ancora sulla carta

Nonostante l’ottimismo del ministro Matteo Salvini, la realizzazione dell’Alta velocità in Calabria appare ancora lontana. Le controversie politiche e tecniche sul tracciato si sommano ai ritardi burocratici e alla mancanza di certezze finanziarie, lasciando la regione privata di una visione chiara per il futuro. Il rischio è che il progetto resti confinato sulla carta, perpetuando il divario infrastrutturale tra la Calabria e le altre regioni italiane.

Redazione

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