«Rende può finalmente guardare al proprio futuro come comunità coesa e propulsiva di un’area urbana vasta e funzionale»

Con una nota diffusa alla stampa il Comitato Cittadino per il No alla fusione, è tornato sullo straordinario successo ottenuto al referendum dell’1 dicembre scorso

Dal Comitato Cittadino di Rende per il NO alla fusione, riceviamo e pubblichiamo.

«Il 1 dicembre i cittadini di Rende, Cosenza e Castrolibero hanno bocciato sonoramente la proposta di legge regionale per la fusione in un unico comune delle loro tre città, avanzata, com’è noto, da un manipolo di consiglieri regionali di centro-destra, smentiti alla fine dalle loro stesse fantasmagoriche – sulla carta – truppe».

«I cittadini di Rende si sono mobilitati attraverso una straordinaria attività di informazione, sensibilizzazione e discussione pubblica, hanno dato voce ad una comunità privata, da un anno e mezzo, della propria rappresentanza democratica e istituzionale».

«Nonostante la sconfitta, chiara ed inequivocabile nel risultato complessivo, i proponenti più oltranzisti della scellerata legge regionale e i loro sodali paiono non volersi rassegnare e apprendere la lezione impartita loro dal popolo, ovvero che: la Politica, e ancor di più quella locale, si fa con, tra e per i cittadini».

«Il Comitato di Rende ne è stato una esemplificazione nitida, essendo riuscito a mettere insieme i suoi cittadini, rendesi di nascita, da più generazioni e per scelta, per dire NO ad un progetto calato dall’alto, ad una proposta vuota, riempita solo di slogan, che nella sua forma offende la democrazia e nella sua sostanza distrugge il futuro dell’area urbana. Non riconoscere questo nella lettura dell’esito referendario testimonia il profondo distacco della classe dirigente in Regione dalla propria gente».

«È davvero una grande consolazione, in questi tempi bui di evidenti rischi per la continuità delle forme di partecipazione democratica nel nostro Paese, aver misurato con forza quanto invece nella nostra città il valore fondante della convivenza pacifica e egualitaria fondata sulla nostra Costituzione sia cultura praticata e agita».

«Rende può finalmente guardare al proprio futuro come comunità coesa e propulsiva di un’area urbana vasta e funzionale, dove i Rendesi hanno chiaramente ribadito “Noi ci siamo”!».

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