La giustizia calabrese torna al centro dell’attenzione con la protesta degli avvocati cosentini contro il trasferimento del maxiprocesso “Reset” a Castrovillari. La decisione è stata presa dopo l’allagamento dell’aula bunker di Lamezia Terme, ma il plesso individuato a Castrovillari risulterebbe inadeguato a ospitare un procedimento così complesso. La Camera penale di Cosenza e il Consiglio dell’Ordine forense contestano duramente questa scelta , ritenendola non idonea a garantire un’efficace amministrazione della giustizia.
Astensione e solidarietà tra avvocati
La protesta ha assunto raccomandazioni senza precedenti: avvocati civilisti, penalisti e amministrativisti hanno annunciato un’astensione dalle udienze per il 28, 29 e 30 gennaio, condividendo le ragioni della mobilitazione. La situazione, però, si complica ulteriormente con il trasferimento dell’udienza preliminare della maxinchiesta “Recovery” a Catania , presso l’aula “Bicocca”, previsto per il 31 gennaio. Anche questa decisione ha suscitato malumori tra le parti coinvolte, obbligare a sostenere spostamenti significativi per mancanza di strutture adeguate a Cosenza.
Le richieste degli avvocati e le polemiche sui costi
Secondo il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Cosenza, la situazione potrebbe essere risolta con un’ispezione ministeriale urgente per valutare le condizioni delle aule giudiziarie di Castrovillari, Lamezia Terme e Cosenza. Gli avvocati chiedono inoltre di accedere alla documentazione sui provvedimenti che attestano l’assenza di aule protette a Cosenza e di confrontare i costi necessari per modernizzare le aule cosentine con quelli richiesti per ripristinare le strutture a Lamezia e Castrovillari. L’Ordine forense ritiene che l’aggiornamento delle aule di Cosenza risulterebbe più economico e pratico rispetto agli interventi sulle altre sedi.
Sostegno politico e nuove richieste
La mobilitazione ha trovato il sostegno di esponenti politici regionali di Fratelli d’Italia, tra cui Luciana De Francesco, Sabrina Mannarino e Pietro Molinaro, che hanno chiesto alla giunta guidata da Roberto Occhiuto di intervenire presso il ministero della Giustizia. Gli esponenti politici sottolineano l’importanza di svolgere i processi di grande rilevanza in strutture adeguate e propongono di riportare il maxiprocesso “Reset” a Cosenza. Tale soluzione consentiràbbe di migliorare le condizioni logistiche, ridurre i disagi per gli operatori della giustizia e i cittadini, oltre a garantire un abbattimento dei costi.
In attesa di risposte concrete, la protesta degli avvocati cosentini si configura come un appello per un sistema giudiziario più efficiente e vicino alle esigenze del territorio.
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