Approvata la riforma dello Statuto regionale in Calabria

A Palazzo Campanella si delinea una nuova struttura istituzionale per la Regione Calabria, grazie a due provvedimenti approvati dalla commissione Bilancio

La commissione Bilancio del Consiglio regionale ha dato il via libera a due importanti riforme che modificheranno l’architettura istituzionale della Calabria a partire dalla prossima legislatura. Tra le principali novità, l’introduzione di un limite al numero di assessori esterni nella Giunta regionale e il ritorno della figura del consigliere supplente.

Limite agli assessori esterni

Una delle riforme approvate riguarda la modifica dello Statuto regionale, che prevede un tetto massimo del 30% per gli assessori esterni in Giunta. In concreto, in un esecutivo di otto componenti (incluso il presidente), non più di due assessori potranno essere nominati dall’esterno. Questo cambiamento mira a rafforzare il legame tra la rappresentanza eletta e le funzioni di governo regionale. Essendo una modifica statutaria, il provvedimento dovrà essere approvato due volte dall’Aula con maggioranza assoluta, rispettando un intervallo di almeno due mesi tra le votazioni.

Il ritorno del consigliere supplente

La seconda riforma approvata reintroduce la figura del consigliere supplente, ripristinando l’incompatibilità tra il ruolo di assessore e quello di consigliere. Questo significa che i consiglieri eletti che entrano a far parte della Giunta dovranno lasciare il proprio posto in Consiglio a chi li segue in lista nella stessa circoscrizione. Un cambiamento che punta a garantire una maggiore rappresentatività e trasparenza. Il provvedimento, però, non ha ricevuto l’unanimità. Raffaele Mammoliti (Pd) ha votato contro, esprimendo dubbi sulla sostenibilità economica della misura e sulla reale invarianza della spesa prevista.

Verso una nuova governance regionale

Con questi provvedimenti, la Regione Calabria si prepara a ridefinire le regole della propria governance, adeguandosi a principi di maggiore efficienza e rappresentatività. Il doppio passaggio in Consiglio sarà cruciale per la definitiva approvazione delle riforme, che potrebbero entrare in vigore già dalla prossima legislatura.

Redazione

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