Referendum città unica, Occhiuto: “Chi festeggia il NO deve assumersi responsabilità”

Il senatore ed ex sindaco di Cosenza: "una porta chiusa verso un’opportunità che forse non si ripresenterà mai più"

La bocciatura del referendum per l’istituzione della Città Unica di Cosenza, Rende e Castrolibero ha sollevato un ampio dibattito sulle opportunità perse e sul futuro del territorio. Con la vittoria del “no”, la proposta che mirava a unificare i tre comuni è stata accantonata, suscitando reazioni contrastanti.

Mario Occhiuto, ex sindaco di Cosenza e tra i principali promotori della legge per la fusione, ha espresso il suo rammarico, definendo l’esito del referendum come “una porta chiusa verso un’opportunità che forse non si ripresenterà mai più”.

Occhiuto sottolinea come non si sia trattato di una semplice decisione amministrativa, ma di una scelta che avrebbe potuto trasformare il futuro del territorio. L’idea di una Città Unica mirava a garantire più risorse, una maggiore efficienza nei servizi e una rinnovata attrattività per i giovani. Tuttavia, secondo l’ex sindaco, a prevalere sono state “paure, disinformazione e interessi particolari”, piuttosto che una visione innovativa e lungimirante.

“Chi oggi festeggia la vittoria del ‘no’ deve assumersi la responsabilità di aver bloccato un progetto ambizioso, volto a superare il campanilismo e a creare un’area urbana forte e competitiva,” ha dichiarato Occhiuto, ribadendo che le divisioni amministrative continueranno a rappresentare un freno per lo sviluppo economico e sociale della zona.

Nel suo intervento, Occhiuto non ha risparmiato critiche a chi ha sostenuto il rifiuto della proposta. “Il ‘no’ non ha offerto una visione alternativa, ma si è limitato a opporsi al cambiamento,” ha affermato. L’ex sindaco ha poi incalzato i promotori del voto contrario, chiedendo quali siano ora i loro progetti per migliorare la qualità della vita della popolazione e per creare opportunità concrete per i giovani.

Secondo Occhiuto, il territorio rischia di rimanere in una condizione di stallo, privo di strategie condivise che possano rispondere alle sfide del futuro.

Nonostante la delusione per l’esito del referendum, Occhiuto guarda avanti e rinnova il suo impegno a favore dell’unità e dello sviluppo del territorio. “La visione di una città unica non muore con questo referendum, perché il bisogno di unità, progresso e innovazione resta più vivo che mai,” ha concluso, confidando che il tempo possa dimostrare il valore della proposta respinta.

Redazione

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