Screening oncologici: in Calabria performance al minimo storico

Nella nostra regione si registrani dati allarmanti sugli screening oncologici, con Asp come Reggio Calabria e Cosenza ai livelli più bassi d’Italia secondo i dati dell'Agenas

La prevenzione oncologica in Calabria registra livelli preoccupanti, con performance tra le peggiori d’Italia secondo i dati più recenti. Dati sviluppati dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

Un quadro critico per la sanità calabrese
Gli screening oncologici, fondamentali per individuare precocemente eventuali neoplasie e avviare tempestivamente le cure, sono quasi inesistenti in molte aree della regione. Tra le Asp che registrano i risultati più deludenti si annoverano quelle di Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria e Cosenza. Questo scenario critico, evidenziato anche nelle riunioni periodiche con i tecnici dei Ministeri che supervisionano il Piano di rientro sanitario della Calabria, sottolinea un problema strutturale ormai consolidato.

Dati preoccupanti sugli screening
Nel dettaglio, lo screening per il tumore alla mammella, che a livello nazionale registra una copertura media del 35%, in Calabria è quasi assente. L’Asp di Reggio Calabria, ad esempio, copre appena l’1,4% della popolazione standard. Ancora più drammatico è il dato relativo allo screening del colon-retto: l’Asp di Cosenza si attesta a meno dell’1%, un risultato che pone la provincia calabrese agli ultimi posti in Italia. Per confronto, regioni come il Veneto raggiungono livelli di copertura ottimali, evidenziando il divario tra il Nord e il Sud del Paese.

Conseguenze e necessità di intervento
Questi numeri dimostrano la gravità della situazione e l’urgenza di interventi strutturali per migliorare l’accesso ai programmi di prevenzione. La mancanza di screening non solo compromette la salute dei cittadini, ma contribuisce anche all’aumento dei costi sanitari a lungo termine, poiché le diagnosi tardive richiedono cure più complesse e costose.

Il ruolo del Piano di rientro
Nonostante i monitoraggi periodici da parte dei Ministeri competenti, la sanità calabrese sembra incapace di invertire la rotta. Investire in risorse umane, campagne di sensibilizzazione e infrastrutture per la prevenzione oncologica è essenziale per colmare il gap con le altre regioni e garantire il diritto alla salute dei cittadini calabresi.

Redazione

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