Sciopero generale a Cosenza: in migliaia contro la manovra del governo

Oltre 3.000 lavoratori, sfidando la pioggia, in Calabria hanno aderito allo sciopero generale contro la manovra finanziaria, denunciando le scelte inique nella finanziara

Oltre 3.000 manifestanti, sfidando la pioggia, hanno preso parte alla manifestazione regionale organizzata a Cosenza da Cgil e Uil contro la manovra finanziaria del governo.

Alta adesione allo sciopero generale
Secondo i dati forniti dalla Cgil, lo sciopero generale nazionale ha registrato una significativa adesione in Calabria, coinvolgendo lavoratori di numerosi settori. La protesta, nata per denunciare le scelte considerate “iniquità” della manovra finanziaria, ha visto partire circa 30 pullman da diverse località della regione per raggiungere il concentramento in piazza Kennedy a Cosenza.

Il corteo e i partecipanti
Dopo il raduno iniziale, i manifestanti hanno sfilato in corteo fino a piazza Carratelli. All’iniziativa hanno partecipato i segretari generali di Cgil e Uil Calabria, Gianfranco Trotta e Mariaelena Senese, affiancati dal segretario generale della Nidil-Cgil, Andrea Borghesi. La manifestazione è stata descritta dai promotori come un atto di opposizione alle politiche economiche del governo, ritenute lesive per i diritti dei lavoratori e inadeguate a sostenere il tessuto sociale ed economico del Paese.

I numeri dello sciopero in Calabria
La Cgil ha fornito dati parziali sulle adesioni allo sciopero nelle principali aziende della regione, evidenziando percentuali significative:

  • Baker Huges: 45%
  • Rai Calabria: 50%
  • Ex Arsac Malarotta: 50%
  • Torre di Mezzo: 90%
  • Cpl Polistena: 60%
  • Comifar: 28%
  • Hospital Service: 66,67%
  • Sielte (Reggio Calabria) e Mea-Multiservizi (Palmi): 100%

Anche altre realtà come Ecos Si di Rende (42%) e Coopeservice all’ospedale di Gioia Tauro (86,67%) hanno registrato un’ampia partecipazione, sottolineando il malcontento generale verso le politiche del governo.

Le rivendicazioni dei sindacati
Cgil e Uil hanno ribadito la necessità di una revisione della manovra finanziaria, accusando il governo di scelte ingiuste che aggravano le disuguaglianze sociali e penalizzano i lavoratori. La mobilitazione di Cosenza si inserisce in un contesto nazionale di forte dissenso, con migliaia di lavoratori uniti per chiedere un cambiamento concreto nelle politiche economiche e sociali.

Redazione

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