«Le città si costruiscono sui valori e quest’ipotesi di città unica per fusione calpesta proprio questi stessi valori». Lo scrive Pierpaolo Iantorno, ex assessore al Bilancio del Comune di Rende e tra i promotori più attivi in vista del prossimo referendum sulla città unica Cosenza, Rende e Castrolibero. Un fermo sostenitore del No e ne motiva le ragioni dandosi le risposte ad alcune domande.
«Può nascere – si chiede Iantorno – una nuova città senza amore e passione, senza senso democratico e istituzionale, senza visione strategica e progettualità, senza sostenibilità finanziaria, senza cultura amministrativa e politica? No».
Rende non si cancella, il motto della campagna elettorale in vista del referendum del prossimo 1 dicembre. Ed ecco la seconda domanda che si pone l’ex assessore, con relativa risposta… «Può costruirsi una nuova città (nuova entità giuridica e amministrativa) con metodi sbagliati, in tempi affrettati e contenuti assenti? No».
«E allora di che stiamo parlando? Del nulla di personaggi politici imbarazzanti e tifoserie pericolose. All’illusione e alla suggestione rispondiamo con la concretezza del popolo di Rende. Votiamo No al referendum dell’1 dicembre e – conclude Iantorno – costruiamo noi il nostro futuro».
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