Banco Alimentare Calabria: solidarietà contro la povertà

Dal 1996, il Banco Alimentare della Calabria offre sostegno ai più bisognosi, affrontando fama, emarginazione e povertà in una delle regioni più fragili d'Europa

Il Banco Alimentare della Calabria, nato nel 1996 e formalmente costituito come associazione nel 2000, opera per contrastare fama e povertà nel territorio regionale. La filosofia dell’associazione, basata sul principio della condivisione dei bisogni per ritrovare il senso della vita, si unisce al valore della sussidiarietà, coinvolgendo attivamente la comunità e le istituzioni.

L’idea iniziale è partita da un gruppo di amici già impegnati nel sociale, che hanno trovato sostegno in alcuni imprenditori e nella Chiesa locale. Un contributo significativo arrivò dal vescovo Dino Trabalzini, che donò 13 milioni di lire, consentendo l’avvio delle attività. Negli anni, il supporto della Conferenza episcopale e di altri enti ha permesso all’associazione di consolidarsi e ampliare le sue attività.

Con sede principale a Montalto Uffugo, il Banco Alimentare collabora con 598 strutture caritative: 244 a Cosenza, 183 a Reggio Calabria, 90 a Catanzaro, 47 a Crotone e 31 a Vibo Valentia. Inoltre, conta l’affiliazione di tre associazioni di Matera. Un team di 44 volontari e 15 dipendenti gestisce le attività, consentendo una distribuzione capillare degli aiuti. Nel 2023, sono stati distribuiti oltre 6.900 tonnellate di alimenti , raggiungendo 129.374 persone. Un dato che riflette l’aumento della richiesta di aiuti, legato al fatto che la Calabria è tra le regioni più povere d’Europa, con il 40% della popolazione a rischio povertà.

La povertà in Calabria non è solo una questione materiale, ma coinvolge anche aspetti sociali ed emotivi. La crescente incidenza dei nuovi poveri testimoni come la crisi economica ha colpito anche il ceto medio, trascinando molte famiglie in una condizione di disagio a causa della perdita del lavoro, della casa o di eventi imprevisti. Tra i più colpiti ci sono i bambini: circa 15.000 minori calabresi vivono in povertà assoluta, secondo un’indagine di Save the Children. La situazione è particolarmente grave nella fascia d’età da 0 a 5 anni, dove la mancanza di una corretta alimentazione compromette il futuro di intere generazioni.

Il Banco Alimentare non si limita a fornire aiuti alimentari. Come sottolinea il direttore generale, Giovanni Romeo, l’obiettivo è anche ricreare un tessuto umano per combattere la solitudine e la rassegnazione. «I poveri non sono numeri», spiega Romeo, «ma persone con storie e bisogni complessi che richiedono un approccio umano e rispettoso». Oltre alla povertà materiale, la Calabria affronta anche una crisi demografica, con il tasso di natalità più basso d’Italia e un’emigrazione giovanile crescente. La mancanza di opportunità lavorative costringe i giovani a lasciare la regione, aggravando ulteriormente il tessuto sociale ed economico.

L’attività del Banco Alimentare della Calabria, seppur fondamentale, non può risolvere da sola una situazione così complessa. Servono interventi strutturali , politiche mirate e programmi che affrontano le radici della povertà. Nel frattempo, associazioni come questa rappresentano un baluardo di speranza per migliaia di famiglie calabresi.

Redazione

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