Dopo cinquant’anni di militanza, Elio Bartoletti ha deciso di non rinnovare la tessera della Uil, abbandonando l’organizzazione sindacale con una rottura netta e polemica nei confronti degli attuali vertici, in particolare quelli nazionali. La notizia, riportata dalla Gazzetta del Sud, sottolinea il disappunto dell’ex sindacalista verso le modalità di gestione dell’organizzazione, che considera lontane dagli ideali del passato.
Il confronto tra il passato e il presente del sindacato
Bartoletti ha ricordato con nostalgia gli anni Settanta, un’epoca in cui il sindacato, pur essendo povero di risorse, era animato da valori profondi e da una stretta connessione con i partiti dell’epoca. «Il sindacato di allora era sostenuto, a volte indirizzato, dai partiti, ma c’era una chiara separazione di ruoli. Oggi tutto questo è scomparso», ha dichiarato.
Secondo Bartoletti, l’attuale sindacato è incapace di rispondere ai bisogni dei lavoratori, lasciando spazio ai partiti, che spesso si sostituiscono alle organizzazioni sindacali nel dialogo diretto con la base, ottenendo risultati che il sindacato non riesce più a raggiungere. Questo processo, sottolinea, sta contribuendo ad annullare il movimento dei lavoratori.
Critiche alla classe dirigente attuale
Uno dei motivi principali che hanno portato Bartoletti a prendere questa decisione è la sfiducia verso l’attuale classe dirigente della Uil, accusata di seminare rancori e di umiliare i dirigenti che esprimono pensieri indipendenti. «Non si può accettare una dirigenza che mortifica chi non si allinea alle logiche del libero mercato», ha affermato. Inoltre, Bartoletti lamenta come questioni morali fondamentali siano rimaste ai margini delle priorità dell’organizzazione.
L’eredità di un lungo percorso sindacale
Nonostante l’addio alla Uil, Bartoletti non abbandona del tutto l’impegno sindacale. Rimane vicino ai compagni con cui ha condiviso battaglie e ideali, come Michelangelo Librandi, ex segretario nazionale della Uil Fpl e attualmente dirigente della Fials. Bartoletti ha voluto ricordare anche Carlo Fiordaliso, figura di riferimento del sindacato, i cui insegnamenti hanno guidato la sua lunga carriera.
Un addio carico di significato
La scelta di Bartoletti rappresenta un segnale forte e critico verso il futuro del sindacato, che secondo lui ha perso di vista il suo ruolo originario. Un addio che pone interrogativi sul rapporto tra lavoratori, sindacati e partiti nel contesto odierno.
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