I Carabinieri del NOE hanno sequestrato la discarica per rifiuti speciali non pericolosi a Scala Coeli, con l’affidamento della gestione a un amministratore giudiziario, su disposizione del Tribunale di Castrovillari.
Il Nucleo Operativo Ecologico (NOE) dei Carabinieri di Catanzaro, supportato dal NOE di Napoli e dal Comando provinciale di Cosenza, ha dato esecuzione al decreto di sequestro della discarica di Scala Coeli, un impianto di 15.000 metri quadri destinato allo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi. Il provvedimento è stato emesso dal Gip su richiesta della Procura della Repubblica di Castrovillari e prevede che la gestione del sito venga affidata a un amministratore giudiziario, con l’obiettivo di mettere fine a una situazione critica per l’ambiente.
Legambiente ha accolto la notizia con soddisfazione, dopo aver denunciato per mesi i rischi ambientali legati alla discarica di località Pipino. Proprio in seguito al grave sversamento di percolato, avvenuto nel giugno dello scorso anno, il circolo Nicà di Scala Coeli aveva presentato un dettagliato esposto, denunciando il disastro ambientale alla Procura. Questo esposto, datato 30 giugno 2023, ha contribuito a portare alla luce le gravi criticità gestionali della discarica, accelerando così le indagini e il successivo intervento cautelare.
Nicola Abbruzzese, presidente del circolo Legambiente Nicà, ha sottolineato l’impegno tenace profuso in questa battaglia: “Il nostro circolo ha sempre mantenuto alta l’attenzione con segnalazioni, esposti e una continua pressione sulle autorità regionali e ministeriali. È stata una lotta dura, sia sul piano personale che associativo, ma necessaria per tutelare la salute pubblica e l’ambiente”.
Negli anni, Legambiente ha sostenuto una dura opposizione contro la discarica e i suoi progetti di ampliamento, con il supporto di associazioni, cittadini e agricoltori locali. Anche i presidenti nazionali e regionali dell’associazione hanno fatto visita a Scala Coeli, manifestando apertamente la loro contrarietà al progetto. Il sequestro rappresenta un momento di svolta, come dichiarato dal presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, e dalla presidente regionale Anna Parretta: “Rimane il danno irreparabile al territorio, che si sarebbe potuto evitare in una zona ad alta vocazione agricola e biologica”. La richiesta di Legambiente, più volte rivolta al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, è di procedere alla revoca definitiva dell’autorizzazione alla discarica.
Legambiente ha ribadito inoltre la necessità di una gestione dei rifiuti che metta al centro la tutela dell’ambiente, a partire dalla Regione Calabria, affinché disastri ambientali come quello di Scala Coeli non si ripetano. Questa vicenda rappresenta un punto critico per il territorio cosentino e un appello a rivedere le politiche ambientali locali.
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