Manifestazione a Cosenza per la sanità pubblica: cittadini e istituzioni unite per il diritto alla salute

Centinaia in piazza nella città dei bruzi contro il degrado della sanità pubblica in Calabria. Denuncia di disservizi e sostegno trasversale da parte di istituzioni, sindaci e associazioni

La difesa della sanità pubblica in Calabria si fa sempre più intensa, con centinaia di cittadini e rappresentanti istituzionali scesi in piazza a Cosenza per denunciare le gravi condizioni del sistema sanitario locale. Il Comitato provinciale cosentino per la Sanità pubblica, nato grazie all’impegno di sindacati, movimenti progressisti, associazioni e comitati cittadini , ha dato vita a una manifestazione molto partecipata, evidenziando le crescenti difficoltà che i cittadini affrontano nell’accesso ai servizi sanitari.

Il corteo, partito da piazza Loreto e proseguito lungo le vie principali del centro cittadino, ha compiuto fermate simboliche davanti alla Prefettura, all’Azienda Sanitaria Provinciale e all’ospedale dell’Annunziata. Durante l’evento, una voce unanime si è levata per difendere il diritto alla salute , sancito dalla Costituzione, ma ormai minacciato dalla crisi del sistema pubblico. L’iniziativa è stata percepita come un richiamo al superamento dello stato di rassegnazione in cui molti cittadini si trovano, specie quando affrontano difficoltà ad accedere a una cura adeguata.

Le denuncia dei cittadini e l’impegno delle istituzioni

La partecipazione è stata vasta, coinvolgendo anche numerosi sindaci della provincia, preoccupati per il futuro della sanità nel territorio. Secondo i manifestanti, la sanità pubblica calabrese è ormai giunta a un punto critico, caratterizzata da liste d’attesa interminabili, pronto soccorso sovraccarichi, carenze di personale e chiusure di servizi essenziali come consultori e guardie mediche. A rendere ancor più grave la situazione è la presenza di cittadini costretti a lunghe attese ai CUP già dalle prime ore del mattino , nella speranza di poter prenotare una visita, un esame o un ricovero.

L’evento ha visto la partecipazione di diversi esponenti politici, come il deputato del Movimento 5 Stelle Anna Laura Orrico, che ha espresso il proprio sostegno alla manifestazione: «Il Movimento 5 Stelle è presente per difendere il diritto alla salute e la sanità pubblica, valori fondamentali della nostra Repubblica». La deputata ha sottolineato come il governo stia mettendo a rischio i diritti basilari, fra cui la possibilità di accedere a cure gratuite, un principio che da sempre caratterizza il sistema sanitario nazionale.

Il sindaco Caruso: «La difesa della sanità pubblica è una priorità»

Anche il sindaco di Cosenza, Franz Caruso , ha partecipato all’iniziativa, dichiarando il proprio impegno per una sanità pubblica efficiente e accessibile. Pur non opporsi alla sanità privata, Caruso ha ribadito che il suo obiettivo principale rimane la difesa del diritto alla salute e di una sanità pubblica di qualità: «Per me è prioritario garantire un sistema sanitario pubblico che tutela i cittadini e, se fosse possibile, renderei i servizi ancor più gratuiti». La presenza del primo cittadino ha rappresentato un segnale forte di adesione istituzionale alla protesta, dimostrando come il tema della sanità sia una preoccupazione condivisa.

La minaccia dell’autonomia differenziata

Molti partecipanti hanno anche espresso preoccupazione per il possibile impatto dell’autonomia differenziata sul sistema sanitario pubblico, temendo che ciò possa favorire il settore privato e indebolire ulteriormente il servizio pubblico, già pesantemente colpito dai tagli. Valerio Formisani, esponente di Auser Cosenza , ha evidenziato come le difficoltà di accesso alle cure siano ormai un problema quotidiano, specie per i cittadini che non possono permettersi cure private. «La sanità pubblica è essenziale, specie in un contesto dove i servizi diventano sempre meno accessibili», ha dichiarato, rimarcando l’importanza di preservare un sistema sanitario inclusivo e universale.

La Cgil: «Una sanità pubblica sfruttata e in crisi»

Anche la CGIL, uno dei promotori della manifestazione, ha sottolineato come la crisi della sanità calabrese sia frutto di anni di malgoverno e di un lungo piano di rientro che ha danneggiato il servizio. Delio Di Blasi, rappresentante sindacale, ha denunciato che la sanità regionale è stata sfruttata e che, a causa della mancanza di fondi e della gestione commissariale, molti cittadini si vedono costretti a cercare cura fuori regione. Ha poi aggiunto che la sanità privata sta approfittando della situazione grazie a una “mistificazione contabile” che porta le istituzioni a dichiarare, secondo il sindacato, un deficit sanitario calabrese ridotto solo sulla carta .

La di Cosenza rappresenta quindi non solo una protesta, ma anche un tentativo di ricostruzione e difesa del sistema sanitario pubblico in Calabria, mettendo in luce l’urgenza di interventi strutturali che possano ripristinare dignità ed efficienza ai servizi sanitari. La risposta dei cittadini e delle istituzioni ha dimostrato come la sanità pubblica rimanga una priorità fondamentale e una questione su cui non è possibile scendere a compromessi.

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