L’avvocato Luca Muglia, fino ad oggi garante regionale per i diritti delle persone detenute in Calabria, ha rassegnato le dimissioni, affidando alla stampa poche parole di congedo. La decisione è legata a difficoltà operative e ragioni personali, come ha dichiarato Muglia, senza entrare nel dettaglio. Ringraziando il Consiglio regionale della Calabria per la fiducia riposta, Muglia ha sottolineato l’importanza di continuare il lavoro per la tutela della dignità e dei diritti fondamentali delle persone private della libertà personale.
Un impegno a tutela dei diritti dei detenuti nelle carceri calabresi
In due anni di mandato, Muglia ha portato avanti un’attività intensa, puntando l’attenzione sulle difficoltà del sistema carcerario calabrese, dal sovraffollamento nelle carceri alla carenza di mediatori culturali e di spazi per la socializzazione. Uno dei problemi più drammatici affrontati è stato il fenomeno dei suicidi tra i detenuti, che ha registrato un nuovo caso lo scorso 4 novembre, portando a quattro le vite spezzate solo quest’anno. Questi temi, secondo Muglia, devono rimanere centrali per le istituzioni calabresi, affinché la tutela dei detenuti continui a rappresentare una priorità.
Il rammarico di “Antigone Calabria” per le dimissioni di Muglia
Perla Allegri, presidente dell’associazione Antigone Calabria, impegnata nel monitoraggio delle condizioni di detenzione, ha espresso dispiacere per la decisione di Muglia, sottolineando l’importanza della collaborazione avuta con lui. Allegri ha descritto Muglia come una figura di riferimento che, grazie alla sua prontezza e alla puntualità delle azioni, non si è mai sottratto davanti a situazioni di emergenza nelle carceri. La sua competenza, secondo Allegri, è stata cruciale in un periodo di difficoltà per il sistema penitenziario calabrese.
Il Consiglio regionale verso una nuova nomina, tra riconoscimenti e urgenze
Anche il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha manifestato rammarico per le dimissioni di Muglia, evidenziando il valore del lavoro svolto in armonia. Mancuso ha già avviato le procedure per la sostituzione del garante, ritenendo la posizione fondamentale per la difesa dei diritti dei detenuti. Ha inoltre sottolineato la necessità di rivedere la normativa sul compenso della figura del garante, attualmente sottopagata, il che potrebbe rappresentare un ostacolo per il reclutamento di profili qualificati. Il Consiglio ha ora 45 giorni per procedere con la nomina, ma il presidente ha garantito un intervento tempestivo.
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