Amaco: l’offerta del Consorzio Autolinee rifiutata per gravi carenze

Il futuro dell’ex municipalizzata Amaco si complica: l'offerta unica presentata è stata rigettata dal curatore fallimentare

Una decisione inaspettata ha segnato l’ultimo sviluppo nella vicenda dell’Amaco, l’ex municipalizzata dei trasporti pubblici dell’area urbana di Cosenza, attualmente in liquidazione giudiziale. L’unica offerta per l’affitto del ramo d’azienda, avanzata dal Consorzio Autolinee, è stata dichiarata “inammissibile per gravi carenze” dal curatore fallimentare Fernando Caldiero. Il Consorzio, legato all’imprenditore Mario Rocco Carlomagno, aveva presentato un’offerta irrevocabile di 75.828,25 euro, superando di mille euro la base d’asta stabilita. Tuttavia, l’offerta è stata rifiutata per mancanza di garanzie fondamentali.

Il dettaglio delle mancanze riscontrate nell’offerta riguarda l’assenza di una fideiussione e della dichiarazione di tutela dei livelli occupazionali. L’azienda subentrante avrebbe dovuto garantire la continuità lavorativa ai 111 dipendenti impiegati da Amaco nel trasporto pubblico, condizione necessaria per l’approvazione dell’offerta. Questo passaggio era considerato una formalità, vista l’assenza di altri offerenti, ma ha riservato un esito del tutto imprevedibile.

Secondo le disposizioni dell’asta, il canone annuo proposto dal Consorzio Autolinee doveva coprire non solo l’affitto della sede di contrada Torrevecchia, ma anche degli impianti, attrezzature, contratti commerciali, titoli autorizzativi e quote di partecipazione nel consorzio Cometra. Tuttavia, il curatore fallimentare, esaminando la documentazione presentata, ha evidenziato che i requisiti formali richiesti non erano stati rispettati. L’offerta è stata così rigettata, un esito simile a quello della precedente asta, che ad agosto era andata deserta.

Questa nuova battuta d’arresto complica ulteriormente il futuro dell’ex Amaco e lascia in sospeso la questione dell’occupazione dei suoi dipendenti. Ora il curatore dovrà decidere se indire un nuovo bando o intraprendere altre iniziative per garantire una continuità aziendale che tuteli anche i lavoratori. La situazione rimane incerta, con un ulteriore rinvio che prolunga la crisi della municipalizzata.

Redazione

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