Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) è al centro della disputa politica in Calabria riguardante il referendum del 1° dicembre sulla creazione di una “Città unica” che unisca i comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero. Dopo l’udienza preliminare di ieri, il Tar ha ascoltato le argomentazioni dei comuni di Cosenza e Castrolibero e dei comitati contrari alla fusione, rappresentati dai loro legali, e ha scelto di riservarsi per la decisione sulla sospensiva richiesta dai ricorrenti.
La vicenda si è caricata di toni accesi sia in aula che sul territorio, con una partecipazione attiva di numerosi esponenti politici e delle comunità locali. I comitati contrari alla fusione dei tre comuni sono stati rappresentati dagli avvocati Gualtieri e Liparoti per i comitati di Rende, Piazza e Rolli per il comune di Cosenza, Esposito e Celotto per Castrolibero, e Barberio per i comitati bruzi. Dall’altra parte, i consiglieri regionali del centrodestra, promotori della proposta di fusione, sono intervenuti in giudizio per sostenere il referendum, affiancati dai legali Achille e Oreste Morcavallo e dai rappresentanti legali della giunta regionale, con il presidente Roberto Occhiuto, assistito dall’Avvocatura regionale.
La questione della “Città unica” ha creato divisioni profonde nel panorama politico calabrese. I promotori della fusione, tra cui esponenti di Forza Italia e Fratelli d’Italia, vedono nella creazione di un nuovo grande comune urbano una possibilità di sviluppo economico e sociale per l’intera area. A sostegno della consultazione e della fusione si sono schierati i parlamentari Simona Loizzo (Lega), Alfredo Antoniozzi (FdI), Mario Occhiuto (FI), Nicola Irto (Pd), e i consiglieri regionali Mimmo Bevacqua e Franco Iacucci (Pd). Anche il segretario provinciale del Partito Democratico, Vittorio Pecoraro, ha espresso il suo appoggio alla fusione.
Sul fronte opposto, la battaglia contro il referendum è stata sostenuta da figure di spicco della politica locale. Franz Caruso, sindaco di Cosenza, e Sandro Principe, ex parlamentare socialista e già sindaco di Rende, sono tra i promotori dell’opposizione alla fusione. Ritengono che la proposta di “Città unica” possa compromettere l’identità storica e la gestione locale dei singoli comuni. I comitati per il “no” e i loro sostenitori sperano che il Tar blocchi la consultazione popolare, ritenendo il progetto della fusione prematuro e rischioso.
Nel frattempo, i comitati a favore del “Sì”, coordinati dal Partito Democratico e guidati da Giacomo Mancini, stanno pianificando una serie di eventi e incontri pubblici per promuovere i benefici della fusione. Parallelamente, anche associazioni e gruppi civici vicini al centrodestra stanno preparando iniziative per sensibilizzare i cittadini sui vantaggi della nascita di un grande comune, capace di attrarre maggiori fondi e offrire servizi più efficienti.
In un contesto così polarizzato, il Movimento Cinque Stelle ha invece deciso di non prendere posizione ufficiale sulla questione. La portavoce regionale Anna Laura Orrico ha spiegato che il Movimento preferisce lasciare ai propri sostenitori la libertà di scegliere in autonomia, senza vincoli di partito.
Il Tar potrebbe comunicare la sua decisione sulla sospensiva già nelle prossime ore. Se la sospensiva non venisse concessa, il referendum del 1° dicembre rappresenterebbe un passo cruciale verso la fusione dei comuni e l’avvio di un progetto ambizioso che potrebbe segnare il futuro assetto urbano e amministrativo della Calabria.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.