La Cgil denuncia l’inefficienza delle misure regionali: dopo cinque mesi dall’approvazione della legge sui crediti fiscali, le imprese continuano a lottare senza risposte concrete.
Una crisi crescente senza soluzioni operative
L’edilizia in Calabria vive una situazione di crisi sempre più complessa, con gravi difficoltà economiche legate alla mancata riscossione dei crediti maturati, in gran parte relativi a lavori di efficienza energetica e ristrutturazioni edilizie. A peggiorare il quadro, nonostante l’approvazione cinque mesi fa della legge regionale sugli “Interventi per il trasferimento dei crediti fiscali derivanti dall’efficientamento energetico del patrimonio edilizio”, nessun cambiamento concreto è ancora avvenuto , lasciando le aziende senza supporto.
La legge regionale ei suoi obiettivi mancati
La misura, varata presso Palazzo Campanella, mirava a permettere alle imprese calabresi di compensare i crediti attraverso enti pubblici economici e società partecipate regionali. Questa soluzione, teoricamente, avrebbe dovuto alleviare le difficoltà finanziarie delle aziende, spesso bloccate dal meccanismo dello sconto in fattura introdotto dal Decreto Legge 34/2020. La congestione nel sistema di cessione dei crediti, però, ha limitato la capacità delle imprese di convertire questi crediti in liquidità, impedendo loro di coprire i costi operativi e di continuare i lavori commissionati.
La Cgil ha fortemente criticato l’inerzia dell’amministrazione regionale, accusandola di limitarsi a promesse senza seguito. Il sindacato ha espresso profonda preoccupazione per una crisi che continua a paralizzare molte aziende del settore, da tempo in attesa di un’effettiva attuazione della norma regionale.
Il rischio di un mercato parallelo dei crediti
In questo clima di incertezza, è nato un mercato informale della compravendita dei crediti fiscali, in cui aziende in difficoltà sono spesso costrette a cedere i propri crediti a prezzi ben inferiori al loro valore reale. Affaristi e investitori, talvolta operando ai margini della legalità, cercano di trarre vantaggio dalle difficoltà di queste imprese, acquistando crediti a prezzi bassissimi. Questo scenario rende più vulnerabili le imprese, molte delle quali sono disposte a vendere i propri crediti per ottenere liquidità immediata, spesso accettando condizioni penalizzanti pur di sopravvivere.
Un appello a soluzioni rapide e concrete
La situazione attuale evidenzia un bisogno urgente di interventi pratici e rapidi per salvare il settore edilizio in Calabria. Senza misure effettive di compensazione dei crediti o alternative di liquidità, l’intero comparto edilizio rischia di vedere peggiorare ulteriormente la propria condizione finanziaria. La Cgil e altre organizzazioni continuano a sollecitare la Regione Calabria a dare finalmente attuazione alle norme previste, in modo che le imprese possano accedere ai fondi necessari per continuare il loro operato e per evitare il collasso di un settore già messo a dura prova.
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