Il presidente del Consiglio comunale Mazzuca plaude al progetto “Cosenza città del Magliocco”

Appuntamento al Castello Svevo grazie alla collaborazione tra il Comune bruzio e l'Accademia guidata da Maurizio Rodighiero. «I tempi sono maturi per sviluppare un turismo enogastronomico»

Il Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca

«Siamo particolarmente lieti di ospitare a Cosenza l’importante evento promosso dall’Accademia del Magliocco con il patrocinio del Comune di Cosenza. Il progetto “Cosenza Città del Magliocco” rappresenta il fulcro di questa mportante iniziativa ospitata nel prestigioso Castello Svevo e che vede la partecipazione di autorevoli esponenti della cultura enologica come il giornalista e scrittore Paolo Massobrio. Siamo impegnati, in uno sforzo comune, a far emergere l’identità enologica del nostro territorio, consolidando l’immagine di Cosenza non solo come città storica e culturale, ma anche come punto di riferimento per il settore vinicolo calabrese».

Lo afferma con soddisfazione il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca che ha sposato pienamente il progetto proposto dall’Accademia del Magliocco, presieduta da Maurizio Rodighiero.

«I tempi sono maturi – sottolinea Giuseppe Mazzuca – perché alle nostre latitudini possa attecchire e svilupparsi un turismo enogastronomico o turismo emozionale degno di nota e nessun traguardo può essere precluso se riusciremo a coniugare il turismo culturale all’enoturismo. È importante attivare le giuste sinergie per mettere in connessione tra di loro i tour operator internazionali e quelli locali, al fine di mettere in campo forme virtuose di promozione del territorio e percorsi emozionali che coinvolgano la nostra storia, cultura e natura. Quanto al Magliocco – rimarca ancora Giuseppe Mazzuca – il suo habitat naturale sono le colline di Donnici, luogo particolarmente vocato per coltivazioni caratteristiche e tradizionali che riflettono un tipo di coltivazione già diffusa nell’antichità. Ecco perché il Magliocco non è solo un vitigno di pregio, ma diventa il simbolo della nostra storia, della nostra identità e della nostra passione per la terra».

Redazione

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