Presso il Museo del Presente di Rende, si è svolto un incontro organizzato dal comitato per il No alla città unica, che si oppone alla fusione tra i comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero. Con una sala piena di cittadini e una forte partecipazione, sono emerse le motivazioni contro quella che molti definiscono una “fusione a freddo”. Il dissenso si è manifestato in modo chiaro, con dichiarazioni forti come “Rende non ha voce” e definendo il referendum una “farsa che comunque si farà”.
Tra i principali oratori, Sandro Principe, figura politica di rilievo, ha utilizzato una metafora per esprimere il suo punto di vista, paragonando la fusione a un matrimonio forzato tra comuni che non hanno avuto il tempo di conoscersi e sviluppare una relazione profonda. L’incontro ha inoltre segnato un passaggio di testimone dal comitato ai cittadini, sottolineando la volontà di difendere l’autonomia di Rende e la sua importanza come “faro per l’intera Calabria”.
I partecipanti hanno espresso preoccupazioni sul fatto che la fusione non sia stata accompagnata da un vero processo partecipativo. Si teme che questa decisione sia il risultato di una legge imposta dall’alto, che oggi colpisce Rende, ma che domani potrebbe interessare altri comuni calabresi. Il comitato per il No ha precisato che questa non è una semplice battaglia politica, ma una difesa dei cittadini e delle istituzioni democratiche.
Un altro tema critico emerso è quello finanziario. Gli oppositori della fusione hanno contestato le stime sui benefici economici della città unica, affermando che i fondi statali destinati alla nuova area urbana non sarebbero così vantaggiosi come dichiarato. Le cifre ufficiali parlano di 10 milioni di euro per 15 anni, ma secondo i relatori si tratterebbe in realtà di solo 2-3 milioni di euro in più. Inoltre, sono stati sollevati dubbi sui debiti di Cosenza, con l’affermazione che la fusione comporterebbe un onere di 3.000 euro per cittadino.
Gli interventi si sono alternati con toni accesi e numerose “frecciate” politiche, coinvolgendo diverse figure di spicco, come Principe, Talarico, Castiglione e Iantorno, con anche la presenza di professori universitari e sindacalisti. Gli oppositori della fusione richiedono una maggiore partecipazione dei consigli comunali e un percorso di armonizzazione prima di compiere il “grande salto” verso la città unica.
L’incontro si è concluso con applausi convinti da parte del pubblico, mentre sono state annunciate nuove iniziative “eclatanti” nei prossimi giorni per mantenere alta l’attenzione su questa questione, che si preannuncia ancora lunga e combattuta.
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