Nelle ultime settimane, il Ministero dell’Università ha emanato una circolare che potrebbe complicare il percorso dei medici specializzandi assunti in base al decreto Calabria. La circolare invita i direttori delle Scuole di specializzazione a far sostenere l’esame di passaggio d’anno anche ai giovani professionisti già inseriti nel sistema sanitario, una richiesta che entra in conflitto con la normativa vigente. Il decreto Calabria permette l’assunzione a tempo determinato di laureati in Medicina con la possibilità di ottenere un contratto a tempo indeterminato una volta conseguita la specializzazione, senza dover sostenere ulteriori esami universitari.
La legge approvata la scorsa primavera aveva semplificato il processo, stabilendo che per gli specializzandi assunti da Aziende sanitarie o ospedaliero-universitarie non fosse più necessario sostenere esami annuali universitari, ma che fosse sufficiente una certificazione delle competenze acquisite. Questa doveva essere rilasciata dai direttori delle strutture ospedaliere presso le quali i medici prestavano servizio.
L’entrata in vigore della nuova circolare ministeriale ha generato un’ondata di proteste. Anaao Assomed, insieme alle associazioni Als Liberi Specializzandi e Gmi (Giovani Medici per l’Italia), ha presentato una formale diffida a tutte le Università italiane con Scuole di specializzazione in medicina. La principale critica mossa riguarda il fatto che la circolare ministeriale rappresenta un ritorno a un sistema che, secondo i sindacati medici, non tiene conto delle esigenze di snellimento dei percorsi di assunzione e formazione dei giovani medici.
Nella nota diffusa da Anaao Assomed, si sottolinea come l’attuale atteggiamento del mondo accademico, volto a mantenere lo status quo, sia in contrasto con le normative in vigore. L’associazione è pronta a ricorrere alle vie legali contro le Università e i professori che imporranno l’esame, soprattutto nel caso di valutazioni punitive o di bocciature.
Anche Simona Loizzo, deputata calabrese della Lega, ha chiesto un intervento del Ministero per rettificare e ritirare la circolare, definendola un passo indietro rispetto alla recente normativa. Loizzo sottolinea che il sistema introdotto dal decreto Calabria ha come obiettivo quello di facilitare le assunzioni, trasferendo alle Aziende sanitarie la responsabilità di certificare le competenze dei medici specializzandi, evitando il vincolo dell’esame teorico.
La situazione preoccupa anche la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo). In un documento ufficiale, i vertici della Federazione invitano al rispetto della legge, evidenziando la necessità di accelerare le assunzioni a tempo indeterminato dei medici specializzandi, in un momento in cui la carenza di personale sanitario è particolarmente grave. Le strutture sanitarie della Calabria sono tra quelle più colpite da questa mancanza di personale, e la Federazione teme che la nuova circolare possa ulteriormente rallentare le già difficili procedure di reclutamento.
In conclusione, la circolare del Ministero dell’Università sembra aver scatenato un conflitto tra il mondo accademico e i giovani medici, supportati dalle associazioni e dalle forze politiche. Con la possibilità che le divergenze finiscano per via giudiziaria, resta da vedere quale sarà la decisione finale del Ministero e quale impatto avrà questo provvedimento sul sistema sanitario, in particolare nelle aree più bisognose come la Calabria.
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