Morti sul lavoro in Calabria: una strage silenziosa che non si arresta

La Calabria registra un aumento degli incidenti sul lavoro nel 2023, con il settore delle costruzioni tra i più colpiti

Ogni giorno in Calabria, manovali, muratori, operai e agricoltori escono di casa all’alba per non farvi più ritorno, o per tornarvi solo dopo mesi di degenza in ospedale. La Calabria è testimone di una “strage silenziosa” che coinvolge lavoratori di settori essenziali, come l’edilizia e l’agricoltura, dove le norme di sicurezza vengono spesso ignorate.

Nonostante le campagne di prevenzione e formazione, il tasso di incidenti sul lavoro nella regione resta preoccupante, con un indice di infortuni, mobilità e invalidità permanente che si attesta a 12,3 ogni 10mila occupati, secondo i dati della Cgia. Nel 2023, la Calabria si è posizionata al settimo posto in Italia per incidenti mortali sul lavoro, con un tasso di 45,4 incidenti mortali per milione di abitanti.

Il settore delle costruzioni è tra i più pericolosi. Secondo i dati elaborati dalla Cgia di Mestre e dall’Inail, nei primi sette mesi del 2023 si è registrato un aumento del 20,1% degli incidenti nei cantieri calabresi rispetto all’anno precedente, con 394 incidenti denunciati e tre operai che hanno perso la vita, due in più rispetto al 2022.

Nel complesso, da gennaio a luglio 2023, in Calabria sono stati registrati 15 infortuni mortali sul lavoro, con una media di oltre due vittime al mese. Questo numero è identico a quello del 2022, ma alcune aree mostrano un peggioramento significativo. A Catanzaro, ad esempio, i decessi sono saliti da 2 a 6, mentre a Cosenza si è passati da 9 a 4. La sicurezza sui luoghi di lavoro, specialmente nei cantieri, è un’emergenza costante.

La Cgia sottolinea l’importanza di aumentare i controlli, spostando l’attenzione dalle formalità burocratiche alla sostanza della sicurezza. Spesso, gli ispettori si concentrano sulla completezza della documentazione, trascurando questioni critiche come l’installazione di barriere anti-caduta, parapetti o il corretto ancoraggio dei ponteggi, misure fondamentali per evitare tragedie.

Un altro tema discusso è l’introduzione della “patente a punti” per le imprese del comparto casa, recentemente lanciata dall’Istituto nazionale del lavoro. Sebbene lo strumento miri a incentivare la sicurezza sul lavoro, gli artigiani criticano la complessità del sistema e la mancata proroga per l’entrata in vigore della nuova normativa, richiesta sia da forze politiche di maggioranza che di opposizione.

La Calabria, purtroppo, continua a essere teatro di incidenti mortali sui luoghi di lavoro, e solo un impegno concreto sul fronte dei controlli e della prevenzione può ridurre il numero di vittime e feriti.

Redazione

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