Le tensioni all’interno della Cittadella regionale sono in aumento a causa della riorganizzazione dei dipartimenti e della redistribuzione delle competenze, frutto del rimpasto di Giunta alla Regione Calabria avvenuto alcune settimane fa. Il provvedimento di riordino, atteso da tempo, non è stato ancora approvato, rivelando malumori all’interno dell’amministrazione. La nuova struttura, elaborata dal dipartimento Organizzazione e Risorse umane, non ha ricevuto il consenso unanime, soprattutto da alcune rappresentanze sindacali.
Tra i più critici c’è il sindacato Fedirets, che rappresenta i dirigenti. Quest’ultimo ha sollevato forti dubbi sul documento, denominato “Riorganizzazionepdf”, giudicandolo inadeguato per la sua brevità e mancanza di dettagli fondamentali. Fedirets lamenta l’assenza di un funzionigramma chiaro e di una pesatura delle strutture dirigenziali, impedendo una reale valutazione dell’impatto delle modifiche proposte sul complesso dell’organizzazione. Secondo il sindacato, il documento emesso il 16 settembre 2024 non rispetta i requisiti previsti dal contratto collettivo nazionale del settore, risultando pertanto nullo dal punto di vista legale.
La risposta della dirigenza della Cittadella non si è fatta attendere. La dirigente generale Marina Petrolo, tramite una lettera, ha chiarito che la micro-organizzazione dei dipartimenti non è di competenza della Giunta regionale, ma rientra tra i compiti della dirigenza stessa. Il documento in questione riguarderebbe quindi solo la macro-struttura, con i dettagli operativi e la pesatura delle unità che saranno stabiliti successivamente.
Nella sua comunicazione, la dirigenza ha ribadito che la riorganizzazione è necessaria per adeguarsi alla rimodulazione delle deleghe assessorili. L’obiettivo principale è garantire una gestione più efficiente e organica, redistribuendo le funzioni tra i dipartimenti per una maggiore corrispondenza con la nuova composizione della Giunta regionale.
Resta ora da vedere se nei prossimi giorni si troverà un accordo che permetta l’approvazione definitiva della delibera di riordino.