Nel dibattito nazionale sullo Ius Scholae, emerge con forza la voce di Franco Corbelli, leader del movimento “Diritti Civili” e promotore del Cimitero internazionale dei Migranti, in fase di realizzazione a Tarsia, in Calabria. Corbelli lancia un appello per il riconoscimento dello Ius Scholae agli immigrati che ne hanno diritto, sottolineando come l’Italia, Paese simbolo di accoglienza, non possa negare un diritto così fondamentale.
Per Corbelli, che da oltre 30 anni è impegnato nella difesa dei diritti dei migranti e ha contribuito a salvare numerose vite, negare lo Ius Scholae è «contro ogni principio di civiltà, umanità e giustizia». Egli ritiene che il diritto alla cittadinanza debba essere concesso a chi è nato e risiede in Italia, ha completato un ciclo scolastico di cinque anni ed è perfettamente integrato nella società italiana.
Il leader di “Diritti Civili” critica aspramente le divisioni politiche che circondano questa tematica, affermando che ciò che dovrebbe essere un motivo di orgoglio nazionale viene invece strumentalizzato per fini politici. Secondo Corbelli, la questione centrale è il riconoscimento del diritto di ogni immigrato, nato e cresciuto in Italia, di essere considerato un cittadino italiano a tutti gli effetti.
Il suo appello è un richiamo all’unità delle forze politiche, dentro e fuori il Parlamento, affinché lo Ius Scholae venga approvato e riconosciuto come un passo fondamentale per una società giusta e inclusiva.
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