L’8 settembre rappresenta una data significativa per la comunità di Cosenza, in quanto coincide con la festa liturgica della Madonna del Pilerio, istituita per ricordare la liberazione della città dalla peste nel 1576. Secondo la tradizione, la Madonna avrebbe interceduto per la fine dell’epidemia che aveva già mietuto numerose vittime, e questo miracolo consolidò la sua devozione tra i cosentini. La Madonna del Pilerio è venerata anche il 12 febbraio, durante la festa patronale, istituita successivamente per commemorare la protezione accordata dalla Vergine durante i devastanti terremoti che colpirono il Sud Italia, tra cui quelli del 1783 e del 1854.
Il simbolo di questa devozione è un’icona risalente al XII secolo, conservata nel Museo Diocesano di piazza Parrasio. Il dipinto, di stile bizantino, presenta segni che i fedeli attribuiscono agli interventi miracolosi della Madonna: una macchia sul volto, simile ai bubboni della peste, e una lesione che richiama i danni causati dai terremoti. Quest’icona ha una storia particolare, legata a episodi miracolosi che hanno rafforzato il culto della Madonna del Pilerio a Cosenza.
In origine, l’immagine sacra era collocata in una posizione discreta nella cattedrale, su una colonnina, da cui deriva il nome “Pilerio”, che richiama il termine spagnolo “pilar”. Dopo la fine della peste, l’icona fu trasferita prima nella navata principale della cattedrale e successivamente, nel 1607, sull’altare maggiore della cappella appositamente costruita per lei. La crescente devozione verso la Madonna del Pilerio portò a riconoscerne l’importanza storica e artistica, tanto che nel 1976-77 fu restaurata e affidata alla Soprintendenza ai beni culturali fino all’apertura del Museo Diocesano.
Nel corso dei secoli, la Madonna del Pilerio è stata ripetutamente incoronata Regina nella cattedrale di Cosenza e, nel 1981, elevata a Santuario Mariano dall’arcivescovo Dino Trabalzini. La Vergine del Pilerio è stata proclamata anche Patrona principale dell’intera diocesi di Cosenza-Bisignano. In preparazione degli ottocento anni del Duomo, celebrati nel 2022, l’arcivescovo Francescantonio Nolè ha voluto che una copia dell’icona compisse una “peregrinatio” in tutte le 131 parrocchie della diocesi, rafforzando ulteriormente il legame tra i fedeli e la loro patrona.
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