Chi risiede da almeno 7 anni in un alloggio di edilizia sociale sovvenzionato dalla Regione potrà acquistare la proprietà dell’unità abitativa. La proposta di legge, presentata in Consiglio regionale, mira a garantire stabilità alle famiglie e a combattere la disuguaglianza abitativa.
La proposta di legge, depositata in Consiglio regionale da rappresentanti della maggioranza come Filippo Mancuso e Pierluigi Caputo, introduce la possibilità per chi vive da almeno sette anni in un alloggio di edilizia sociale di riscattare l’unità abitativa, diventandone proprietario. Questa iniziativa ha un duplice scopo: garantire tranquillità alle famiglie locatarie e combattere la disuguaglianza abitativa. La misura è il frutto di discussioni tra il centrodestra, Ance e Legacoop Calabria.
I requisiti per il riscatto
Per esercitare il diritto di riscatto, i conduttori degli alloggi di edilizia sociale non devono possedere, né loro né i membri del loro nucleo familiare, altre abitazioni. La normativa riguarda circa 800 alloggi destinati a persone in condizioni di disagio sociale, con soggetti attuatori sia pubblici che privati, come imprese di costruzione e cooperative, beneficiari di finanziamenti regionali.
Il contributo a fondo perduto della Regione può coprire fino all’80% del quadro tecnico-economico, ma di solito contribuisce per il 60-65% dei costi di costruzione. Il restante 35-40% dei costi è a carico dei soggetti attuatori. Per il riscatto, il locatario deve pagare il fitto per 25 anni, attualizzato al soggetto attuatore, attraverso un mutuo o altre forme di pagamento considerate convenienti.
Dettagli finanziari e operativi
L’attualizzazione rappresenta il processo che permette di determinare il valore attuale dei canoni di locazione con scadenza futura. Il pagamento dei canoni attualizzati coprirà i costi sostenuti dal soggetto attuatore, permettendo ai locatari di risparmiare significativamente.
I finanziamenti regionali saranno assegnati ai locatari che esercitano il riscatto come contributo a fondo perduto, con il costo dell’alloggio definito dal contributo regionale suddiviso per la superficie complessiva di ogni unità abitativa.
Obblighi delle imprese edili
Le imprese edili potranno derogare alla convenzione sottoscritta, considerando il finanziamento regionale come un contributo a fondo perduto per l’acquisto dell’immobile. Il soggetto attuatore è obbligato a cedere gli immobili se tutti i conduttori dell’intervento edilizio esercitano il diritto di riscatto.
Entro 120 giorni dal perfezionamento del diritto di riscatto, le parti dovranno stipulare il relativo contratto presso un notaio designato, previa comunicazione dell’importo del canone da corrispondere, determinato in base all’attualizzazione fino al 25esimo anno della locazione pattuita.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.