Il Consiglio regionale ha votato a favore della fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero, portando avanti una proposta che potrebbe trasformare l’assetto amministrativo della provincia calabrese. Entro febbraio 2027, la fusione delle tre città potrebbe diventare realtà, se i cittadini confermeranno il progetto tramite un referendum consultivo previsto per novembre prossimo.
Dopo un intenso dibattito durato quasi due ore, il Consiglio ha registrato 25 voti favorevoli, un contrario e due astenuti. La relatrice della proposta, Luciana De Francesco, ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione della legge, sottolineando come questa decisione rappresenti una «pagina di democrazia meravigliosa» e una possibilità per creare una città degna di essere capoluogo della provincia più grande della Calabria.
Prima del voto, il Partito democratico, attraverso il capogruppo Bevacqua, ha presentato una bozza di documento che è stata poi condivisa dalla maggioranza e annunciata dal presidente Mancuso. Uno degli aspetti cruciali del progetto riguarda il coordinamento amministrativo, che beneficerà di un periodo di transizione fino al 2027. Questo differimento consentirà una pianificazione accurata e una migliore gestione dei processi operativi tra i vari uffici comunali, riducendo al minimo le discontinuità.
Pierluigi Caputo, primo firmatario della proposta di legge, ha definito il progetto «ambizioso», giustificando la decisione di posticipare la fusione per permettere una migliore pianificazione. Ha inoltre evidenziato l’importanza della collaborazione con il Partito democratico, lodando l’atteggiamento costruttivo della classe dirigente.
Nonostante il sindaco di Cosenza, Caruso, continui ad opporsi alla fusione, il presidente regionale Roberto Occhiuto è determinato a portare avanti il referendum entro la fine del 2024. Durante la discussione, Tavernise del Movimento 5 Stelle si è astenuto, Afflitto ha espresso parere favorevole, mentre Lo Schiavo ha votato contro, manifestando preoccupazione per la proposta di legge.
Il centrodestra, rappresentato da Straface, ha assicurato che seguirà con attenzione l’esito del referendum, promettendo apertura a eventuali emendamenti, purché non siano tentativi di bloccare la legge.
Questa fusione potrebbe segnare un passo storico per l’area, creando una nuova realtà urbana capace di affrontare le sfide del futuro con una governance più efficiente e coordinata. La parola finale spetterà ai cittadini, chiamati a esprimere il loro voto nel referendum del prossimo novembre.
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