L’assemblea dell’Anci di Lorica si era conclusa con una netta divisione tra i sindaci calabresi sull’applicazione dell’autonomia differenziata. Questo quadro è stato confermato a Lamezia Terme durante la riunione del Consiglio regionale della stessa organizzazione.
Comunque è stata presa la decisione di istituire una Commissione consultiva e di studio sull’autonomia differenziata, ma i sindaci dei cinque capoluoghi di provincia (Fiorita di Catanzaro, Falcomatà di Reggio Calabria, Caruso di Cosenza, Voce di Crotone e Romeo di Viobo Valentia), tutti di area di Centrosinistra, non erano presenti. Questa decisione ha evidenziato una frattura politica tra i vari esponenti locali, soprattutto quelli di area centrosinistra appunto, e la presidente dell’Anci, Rosaria Succurro. Questi sindaci hanno criticato la Succurro per un presunto appiattimento sulla Giunta regionale e il governo nazionale.
La tensione politica è palpabile, con accuse reciproche tra le parti. I sindaci delle grandi città hanno espresso il loro dissenso nei confronti della presidente Succurro, accusandola di non voler chiedere il referendum abrogativo della legge Calderoli e di proporre un osservatorio sull’autonomia differenziata che ricalca la proposta di Forza Italia. Questo osservatorio viene visto come un modo per evitare una chiara presa di posizione sulla riforma.
Nonostante queste divisioni, il Consiglio dell’Anci Calabria ha deliberato all’unanimità l’istituzione di una Commissione consultiva e di studio sull’autonomia differenziata. Questa commissione sarà composta da figure di spicco del settore amministrativo e giuridico, tra cui l’avvocato Oreste Morcavallo, Alfonso Rende, Nicola Midonno e Giorgio Vercillo.
La presidente dell’Anci Calabria, Rosaria Succurro, ha sottolineato l’importanza di questa commissione, che avrà il compito di monitorare l’applicazione della legge e proporre eventuali correttivi al governo e al Parlamento. Succurro ha difeso il suo operato, affermando di aver agito in piena unità con gli altri membri del Consiglio e di aver sempre cercato il confronto democratico. Tuttavia, ha espresso rammarico per l’assenza dei sindaci di Cosenza, Crotone, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, che hanno deciso di non partecipare alla discussione.
Questo scontro riflette le ambizioni e i progetti futuri dei vari protagonisti politici calabresi, nonché la difficile posizione del governatore Roberto Occhiuto, che deve bilanciare gli interessi dei calabresi con la necessità di mantenere buoni rapporti con Roma. Occhiuto si trova infatti a dover navigare tra il sostegno alla riforma e il rischio di ripercussioni politiche.
In conclusione, la situazione calabrese sull’autonomia differenziata è complessa e caratterizzata da forti divisioni interne. La decisione di istituire una Commissione consultiva e di studio rappresenta un tentativo di trovare una linea comune e di garantire che l’Anci Calabria giochi un ruolo attivo nel processo di attuazione della riforma, nell’interesse delle comunità locali.
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