In Calabria, la legge sull’Autonomia Differenziata è diventata terreno di scontro politico. La proposta di riforma istituzionale, che mira a concedere maggiore autonomia alle regioni su materie non coperte dai Livelli Essenziali di Prestazioni (LEP), ha scatenato reazioni forti e contrarie da parte di una consistente parte del Paese. L’opposizione in Consiglio regionale, rappresentata da Domenico Bevacqua (PD), Antonio Lo Schiavo (Gruppo Misto) e Davide Tavernise (M5S), ha criticato duramente la riforma, definendola “scellerata”.
La posizione dei capigruppo di opposizione
Durante un incontro tenutosi nell’Aula del Consiglio Comunale di Vibo, i capigruppo di opposizione hanno espresso la loro ferma opposizione alla legge, con l’obiettivo di mettere alle strette il governatore Roberto Occhiuto. Antonio Lo Schiavo ha sottolineato che il presidente della Regione dovrà chiarire la sua posizione: “Deve scegliere se stare con i calabresi o con Tajani e Meloni”. La Calabria, secondo Lo Schiavo, dovrebbe essere in prima linea nel chiedere l’abrogazione di una norma che rischia di compromettere l’equilibrio regionale.
La critica del PD e il ruolo dei sindaci
Domenico Bevacqua del PD ha dichiarato che il tempo delle chiacchiere è finito, evidenziando la necessità di coinvolgere i sindaci e i corpi intermedi dello Stato, come la Chiesa e le associazioni, per ottenere un supporto ampio nella protesta contro l’autonomia differenziata. Bevacqua ha sottolineato l’importanza di una mobilitazione collettiva, affermando: “Chiederemo l’intervento di tutti per una protesta che deve coinvolgere l’intera comunità”.
Il sostegno del M5S e la richiesta di azioni concrete
Davide Tavernise, portavoce del M5S in Consiglio regionale, ha rivolto un appello a Filippo Mancuso, presidente del Consiglio regionale e membro del gruppo della Lega, affinché sostenga i nove consiglieri di minoranza che hanno chiesto di inserire la questione dell’autonomia differenziata all’ordine del giorno del prossimo consiglio regionale. Tavernise ha dichiarato: “È ora di passare dalle parole ai fatti”. Anche all’interno della maggioranza, ci sono consiglieri come De Nisi e Graziano che si sono espressi contrari alla riforma.
La mobilitazione generale e il referendum
Nel frattempo, si è costituito il Coordinamento regionale per il referendum contro l’Autonomia Differenziata. L’incontro iniziale ha visto la partecipazione di numerose sigle sindacali e associative, tra cui Cgil, Uil Calabria, Ali, Demos, Anpi, Arci, Acli, Udu, Uds, Cdc, Wwf, Cnca, Legambiente, Libera e la Rete dei Numeri Pari, oltre a vari giuristi.
Adesione dei partiti politici
Anche diverse forze politiche hanno aderito al Coordinamento, tra cui PD, M5S, Avs, +Europa, Iv, Prc e Psi. La mobilitazione contro la riforma dell’autonomia differenziata in Calabria si prospetta dunque ampia e trasversale, con l’obiettivo di coinvolgere l’intera cittadinanza in una battaglia che molti considerano di sopravvivenza per la regione.
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