La Sorical lancia l’allarme siccità: sorgenti in calo del 50%

Per garantire una adeguata informazione, finalizzata anche al contenimento dei consumi laSorical ha avviato una campagna di sensibilizzazione finalizzata ad un uso corretto delle risorse idriche

La situazione idrica in Calabria è preoccupante, con cali di produzione delle sorgenti che possono arrivare fino al 50%. Questo allarme è stato lanciato dall’amministratore unico della Sorical, Cataldo Calabretta, che ha già ricevuto richieste di aumento delle forniture da parte degli amministratori locali. La società sta lavorando a stretto contatto con le Prefetture e la Protezione Civile per monitorare da vicino la grave carenza idrica in atto e prevenire un possibile peggioramento nelle prossime settimane.

È essenziale adottare provvedimenti urgenti per limitare o vietare l’uso dell’acqua potabile per scopi non essenziali, come l’irrigazione o il riempimento delle piscine. “Non sempre possiamo soddisfare tutte le richieste di maggiore approvvigionamento d’acqua”, ha sottolineato Calabretta. “È necessario che i sindaci emettano ordinanze restrittive e assicurino il rispetto delle stesse tramite la collaborazione della Polizia Municipale. Senza queste misure e senza la consapevolezza di evitare gli sprechi, i disagi legati alla scarsità idrica andranno inevitabilmente aumentando nelle prossime settimane”.

Riduzioni di portata si sono già verificati anche nella provincia di Cosenza, il fiume Trionto, principale fonte di approvvigionamento idrico per Sorical, è in carenza d’acqua. La produzione è diminuita da oltre 100 litri al secondo a 50 l/s. Per far fronte a questa situazione, sono stati attivati i pozzi Mucone per garantire l’approvvigionamento idrico ad Acri, ai paesi albanesi, Bisignano, Rose e Luzzi. Inoltre, diminuisce la produzione d’acqua potabile negli acquedotti Ferrera, Vurghe e Cuccari che forniscono i comuni tra Fuscaldo, Paola, San Lucido e Amantea. Anche l’acquedotto Savuto, che serve i comuni a sud della provincia di Cosenza e i centri storici di Lamezia, Nocera, Falerna e Gizzeria, registra una significativa diminuzione nella produzione d’acqua potabile. Attualmente, solo gli acquedotti dell’Alto Tirreno Cosentino e della zona del Pollino riescono a far fronte all’impatto dell’afa estiva.

Redazione

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