L’ex sindaco di Rende, Marcello Manna, contesta la revoca del Piano Regolatore da parte dei commissari prefettizi, definendola un atto politico.
La contestazione dell’ex sindaco
Marcello Manna, insieme alla sua giunta e alla maggioranza che ha sostenuto la sua consiliatura, ha espresso forte disappunto per la revoca del Piano Strutturale Comunale (Psc) da parte dei commissari prefettizi di Rende. La revoca è stata l’ultimo atto approvato dall’amministrazione Manna prima dello scioglimento del consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose. Durante una conferenza stampa, Manna ha presentato documenti a sostegno della sua posizione, criticando duramente l’operato dei commissari Santi Giuffrè, Rosa Correale e Michele Albertini.
Le accuse di Manna
«A distanza di un anno ci sono documenti che non sono stati resi pubblici», ha dichiarato Manna, riferendosi allo scioglimento dell’Ente. Nonostante tre richieste di accesso agli atti, Manna sostiene che non siano state fornite sufficienti informazioni per giustificare la revoca del Psc. Inoltre, ha insinuato che la decisione sia stata un atto politico per estromettere la sua maggioranza.
La posizione della Commissione straordinaria
Secondo la Commissione straordinaria, la revoca del Psc è stata necessaria per garantire alla cittadinanza una proposta di Piano Regolatore Urbanistico (REU) chiara, equa e sostenibile. Nella delibera del 14 maggio, la Commissione ha evidenziato la necessità di verifiche secondo i principi di partecipazione informata e in coerenza con le norme di legge. I commissari hanno criticato scelte progettuali ritenute “impattanti” dal punto di vista urbanistico, specialmente nelle aree di Quattromiglia e viale Principe, dove era prevista la costruzione di centinaia di alloggi.
La difesa di Manna
Manna ha risposto alle critiche della Commissione, citando una delibera che riassume l’iter di approvazione del Psc, iniziato su sollecito della Regione Calabria. Ha accusato i commissari di basarsi su una relazione dell’Università della Calabria e di soggetti non specificati, dichiarando che tali documenti non evidenziano irregolarità nel processo di approvazione del Psc. Gli esperti dell’Università hanno confermato che l’analisi procedurale e tecnica non ha rilevato criticità che possano giustificare la revoca.
La polemica politica
Manna ha insinuato che dietro la decisione dei commissari vi sia l’influenza della Federazione Riformista, pur senza citarla esplicitamente. Ha accusato una parte politica di avere un’influenza diretta sul Municipio e di usare la revoca del Psc come strumento di controllo politico. Ha inoltre preannunciato possibili interventi sulle piste ciclabili, considerato che la Federazione ha recentemente sollevato il tema sulla stampa.
La rapida approvazione del Psc
Il Psc di Rende fu approvato il 30 maggio 2023 in soli 15 minuti, in un’azione definita da molti un “blitz” della maggioranza. La delibera passò con 11 voti favorevoli, 4 contrari e un’astensione, nonostante le opposizioni del consigliere di minoranza Massimiliano De Rose. Manna ha sottolineato che l’approvazione fu legittima e rispettosa delle procedure regolatorie.
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