L’assemblea provinciale del Partito Democratico si è aperta oggi a Rende, all’hotel President, in un clima di forti tensioni e profonde spaccature interne, risultato di una lunga serie di polemiche che hanno caratterizzato il percorso verso l’elezione del nuovo segretario federale. Nonostante gli appelli al dialogo, le divergenze tra le anime del partito sono ancora vive e tangibili.
La contesa per la guida della Federazione è tra due candidati: Matteo Lettieri, sindaco di Celico, e Pino Le Fosse, ex sindacalista Cgil e componente del Direttivo di Corigliano-Rossano. Nella pre-selezione effettuata nei circoli democrat, Lettieri ha ottenuto 33 preferenze, mentre Le Fosse si è fermato a 27. Una corsa serrata, su cui pende ancora l’incognita di alcuni ricorsi presentati in sede regionale e nazionale, soprattutto per quanto riguarda il voto nel circolo di Crosia, ma anche in quelli di Rende e San Giovanni in Fiore.
Non sono mancati gli attriti tra le fazioni: dimissioni, contestazioni nella fase di presentazione delle liste e polemiche sullo svolgimento delle votazioni. Tutti elementi che hanno minato la serenità del congresso e che mettono in evidenza un partito ancora alla ricerca di una sintesi interna, nonostante le dichiarazioni di apertura al dialogo. Proprio Lettieri, infatti, si sarebbe detto disponibile a tendere la mano al suo avversario, a patto che venga riconosciuta la sua vittoria maturata nelle urne.
L’assemblea è composta da 62 delegati, due in più rispetto ai 60 inizialmente previsti, per garantire la parità di genere. L’inizio dei lavori è stato scandito dalla nomina della doppia presidenza dell’assemblea (una per ciascuna mozione), seguita dalla ratifica del segretario, dalla composizione della commissione di garanzia, dall’elezione del tesoriere e dalla definizione della nuova Direzione, composta da trenta membri, suddivisi proporzionalmente in base alle due mozioni.
Nicola Irto, segretario regionale, ha espresso l’auspicio che da questa fase congressuale emerga un partito più coeso e orientato al futuro, con l’obiettivo di consolidare la propria presenza sui territori e affrontare unito le prossime sfide elettorali, a partire dalle regionali. Il tema del rinnovamento rimane centrale, sebbene spesso evocato più a parole che nei fatti.
I sostenitori dei due candidati sembrano però ancora distanti da una reale volontà di ricomposizione, lasciando aperto il rischio di una frattura profonda all’interno del Pd provinciale. Un rischio particolarmente delicato in un momento in cui sarebbe invece necessario ricostruire credibilità e consenso.
Alla fine, più che un confronto tra iscritti, questa assemblea si propone come un banco di prova per il futuro del Pd locale, chiamato a dimostrare di saper superare personalismi e divisioni. La partita per la leadership resta aperta, ma a fare la differenza sarà la capacità di trovare un equilibrio tra visioni contrapposte e interessi di corrente.
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