Quindici milioni di euro sono stati stanziati per le opere compensative connesse al progetto di Alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria, grazie a un emendamento approvato in commissione alla Camera nell’ambito dell’esame del decreto Infrastrutture. Le risorse, individuate a integrazione del quadro economico generale dell’opera, saranno destinate esclusivamente ai Comuni attraversati dal primo lotto, quello tra Battipaglia e Romagnano al Monte, lungo circa 35 chilometri.
A darne notizia è stato il sottosegretario alle Infrastrutture, Tullio Ferrante, che ha definito la misura «un risultato lungamente atteso e importante per i territori». I fondi aggiuntivi saranno impiegati per progetti di riqualificazione urbana e mitigazione dell’impatto ambientale, mirando a rilanciare economicamente e socialmente le aree coinvolte dal passaggio della nuova infrastruttura ferroviaria.
Tuttavia, la misura non riguarda il tratto calabrese, dove ancora non esistono certezze né sul tracciato definitivo dell’opera né sui tempi di realizzazione. A sud di Praia a Mare, infatti, l’Alta velocità resta un progetto incompiuto, con una pianificazione ancora allo stato preliminare e senza indicazioni concrete sulla cantierizzazione.
L’unico tratto approvato e in fase operativa è quello iniziale, che si sviluppa interamente in territorio campano, distante circa 120 chilometri dal confine con la Calabria. Questo segmento rappresenta il primo passo del più ampio corridoio ferroviario che dovrebbe collegare Salerno a Reggio Calabria, ma le fasi successive appaiono ancora incerte.
Secondo i piani annunciati, entro il 2032 dovrebbero essere completati altri due lotti, finanziati attraverso 7,7 miliardi di euro del Piano nazionale di investimenti complementari (Pnc), il fondo istituito dal governo Draghi per affiancare le risorse del Pnrr. Ma anche in questo caso, le tratte che interessano direttamente il Mezzogiorno più profondo, e in particolare la Calabria, non sono ancora entrate in fase esecutiva.
Il rischio, dunque, è che gli investimenti finiscano per concentrarsi soltanto sulle prime tratte del progetto, lasciando indietro le aree meridionali che avrebbero invece maggiore necessità di infrastrutture moderne per uscire dall’isolamento e favorire la mobilità sostenibile.
In questo contesto, i 15 milioni per opere di mitigazione ambientale rischiano di apparire come un segnale parziale, utile per chi è già coinvolto nella prima fase dell’opera, ma insufficiente per rassicurare i territori ancora esclusi dal progetto reale di Alta velocità. La Calabria, per ora, rimane spettatrice, con la speranza che la futura programmazione sblocchi definitivamente i tratti a sud e garantisca un effettivo collegamento rapido lungo tutta la dorsale tirrenica.
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