La Lega continua a spingere per l’Autonomia differenziata, nonostante il freno imposto dalla Corte costituzionale lo scorso autunno. Dopo aver incassato il rifiuto al referendum abrogativo, il partito di Matteo Salvini punta ancora sulla riforma, ritenuta strategica. A dimostrare questa determinazione è la nuova bozza del disegno di legge che prevede il conferimento al governo della delega necessaria per ridefinire i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep), che la Consulta aveva messo in discussione.
Il testo attuale, composto da 41 articoli, riguarda 12 ambiti, tra cui trasporti, energia, beni culturali e ordinamento sportivo. Tuttavia, una delle novità più discusse è l’assenza dei Lep in materia sociosanitaria, considerati ancora quelli definiti nel Dpcm del 12 gennaio 2017, ossia prima della pandemia e in un contesto molto diverso da quello attuale.
Un altro aspetto critico della bozza è la totale assenza di risorse aggiuntive. Il testo stabilisce che la riforma non dovrà comportare maggiori oneri per la finanza pubblica né incrementi fiscali, un’impostazione che contrasta con le richieste avanzate da diverse Regioni del Sud, tra cui la Calabria, che chiedono maggiori risorse per colmare il divario con il Nord. Anche la Svimez ha sottolineato che senza fondi aggiuntivi l’Autonomia rischia di aggravare le disuguaglianze territoriali.
La bozza elaborata dal Ministero guidato da Roberto Calderoli prevede che, entro nove mesi dall’approvazione della delega, il governo dovrà emanare i decreti legislativi necessari per l’attuazione della riforma. L’obiettivo è chiudere l’iter entro la fine del 2025, in modo da presentare un risultato concreto agli elettori prima delle elezioni regionali del 2026.
L’incertezza riguarda ora il percorso della riforma: sarà approvata così com’è o subirà modifiche prima di arrivare in Consiglio dei ministri? Nel frattempo, le opposizioni si preparano a una battaglia serrata, sia in Parlamento che nelle piazze. Pd e Alleanza Verdi-Sinistra hanno già lanciato un monito: un’Autonomia a costo zero penalizzerà il Sud e l’intero Paese. Il deputato dem Silvio Lai accusa Calderoli di voler aggirare la sentenza della Corte costituzionale con una delega al governo per realizzare la riforma attraverso decreti attuativi, senza prevedere le risorse necessarie per ridurre i divari territoriali.
Il dibattito è destinato ad infiammarsi nei prossimi mesi, con possibili ripercussioni politiche e sociali soprattutto nel Mezzogiorno, dove il tema delle risorse per i servizi essenziali rimane centrale.
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