La Regione Calabria ha fatto il punto sulla situazione del centro antiviolenza Roberta Lanzino a Cosenza, struttura che da anni rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il sostegno alle donne vittime di violenza. Nonostante non sussista un obbligo specifico per garantire una sede alternativa per il centro, la Regione ha espresso la volontà di assicurare la continuità del servizio nei locali attualmente occupati, ma solo dopo aver effettuato le necessarie verifiche tecniche sugli spazi. La situazione risulta complessa a causa di problemi strutturali che mettono a rischio il funzionamento del centro.
L’emergenza legata ai lavori di ristrutturazione
L’emergenza per il centro antiviolenza è emersa nelle settimane scorse, quando un problema con la fornitura di energia elettrica ha messo in evidenza le difficoltà strutturali dell’immobile. In seguito a questa situazione, è stata avviata una verifica della compatibilità della presenza del centro all’interno dell’edificio durante i lavori di ristrutturazione necessari. La dichiarazione di inagibilità dell’immobile, che ospitava anche uffici regionali, è stata emessa nel dicembre 2024, e da gennaio è stato completato lo sgombero degli uffici. Tuttavia, il centro antiviolenza non è stato coinvolto in questa fase, sebbene la rilevazione di problemi tecnici sulla rete elettrica abbia reso necessario un intervento.
I lavori urgenti e il rischio di interruzione del servizio
L’impianto elettrico dell’edificio necessita di una sostituzione della cabina elettrica, che richiederà lavori per un importo stimato di circa 100mila euro. La Regione ha precisato che questi lavori inevitabilmente comporteranno un periodo di disalimentazione elettrica dell’edificio, il che potrebbe compromettere il regolare svolgimento delle attività del centro antiviolenza. La Regione ha comunque sottolineato che, pur riconoscendo l’importanza del servizio offerto, sarà necessario verificare la compatibilità tra i lavori di ristrutturazione e la permanenza del centro all’interno della struttura.
La risposta istituzionale e le prospettive future
Il caso del centro antiviolenza è stato oggetto anche di un’interpellanza della consigliera regionale Amalia Bruni, che ha sollevato le difficoltà legate alla situazione della struttura. La risposta del Dipartimento Economia e Finanze della Regione ha confermato le problematiche tecniche e la necessità di avviare lavori urgenti. Nonostante le difficoltà, la Regione ha dichiarato l’impegno a trovare una soluzione che garantisca il proseguimento dell’attività del centro, fondamentale per il supporto alle donne in difficoltà.
L’incertezza legata alla possibilità di dover trasferire il centro in una nuova sede resta, ma la priorità rimane quella di non interrompere i servizi essenziali offerti alle vittime di violenza.
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