Minacce gravi alla sorella: il Gip dispone l’imputazione coatta

Il Pubblico Ministero dovrà emettere il decreto di citazione a giudizio entro dieci giorni.

Il Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) del Tribunale di Paola, Carla D’Acunzo, ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico Ministero Vincenzo Scardi, ordinando alla Procura della Repubblica di Paola di formulare l’imputazione coatta nei confronti di T. L. per il reato di minaccia grave ai danni della sorella.

Secondo il giudice, gli elementi raccolti durante le indagini sono sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio. In particolare, non è stata condivisa l’ipotesi di un clima di conflittualità reciproca tra i due fratelli, ritenendo invece che l’indagato abbia mantenuto un atteggiamento vessatorio e aggressivo nei confronti della sorella.

L’episodio contestato si è verificato il 29 gennaio 2024, intorno alle 18:30, ad Acquappesa, Villaggio Intavolata. Secondo la ricostruzione dei fatti, l’indagato avrebbe minacciato di morte la sorella brandendo un coltello da cucina, insultandola per futili motivi. Questi comportamenti non sarebbero stati isolati, ma parte di una serie di episodi di violenza e molestie, già segnalati in passato alle forze dell’ordine.

A confermare la versione della vittima vi sono testimonianze raccolte dai Carabinieri durante le indagini preliminari, oltre a numerose relazioni di servizio redatte dai militari delle stazioni di Guardia Piemontese, Fuscaldo e Cetraro Marina, intervenuti più volte per sedare l’indagato. T. L. è stato infatti trovato in diverse occasioni in stato confusionale e alterato dall’alcol, dichiarandosi sottoposto a cure psichiatriche. Tuttavia, il Gip ha sottolineato che l’eventuale alterazione psicologica non esime dalla responsabilità penale, non essendo stata supportata da alcuna certificazione medica.

Ora, la Procura di Paola ha dieci giorni di tempo per procedere con il decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di T. L., che dovrà rispondere dell’accusa di minaccia grave davanti al Giudice per l’Udienza Predibattimentale.

Redazione

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