Statua di Giacomo Mancini: la polemica infiamma il centrosinistra a Cosenza

A Cosenza, la decisione di spostare la statua di Giacomo Mancini scatena un'accesa polemica. Familiari e cittadini si mobilitano contro il progetto del sindaco

La decisione di ricollocare la statua di Giacomo Mancini a Cosenza ha scatenato un acceso dibattito politico e sociale, trasformandosi in uno scontro interno al centrosinistra.

La statua dedicata a Giacomo Mancini, storico leader socialista e più volte ministro, è al centro di un’aspra contesa. La proposta del sindaco Franz Caruso di spostarla dal corso Mazzini a un’altra piazza intitolata a Mancini ha incontrato la ferma opposizione dei familiari dell’ex politico. Pietro Mancini, figlio del leader socialista, ha definito l’iniziativa una “cattiveria”, sottolineando che qualsiasi spostamento dovrebbe rispettare la convenzione stipulata al momento della collocazione.

Il contesto della controversia

Il sindaco Caruso ha motivato la decisione spiegando che la nuova collocazione darebbe maggiore visibilità alla statua e sarebbe parte di un più ampio progetto di riqualificazione urbana, legato al Museo all’Aperto e alle donazioni della famiglia Bilotti. Tuttavia, queste spiegazioni non hanno convinto i familiari e molti sostenitori di Mancini, che hanno avviato una mobilitazione pubblica per difendere la posizione attuale del monumento.

Flashmob e presidio: una mobilitazione popolare

In risposta alla decisione del Comune, i sostenitori di Mancini hanno organizzato per il 18 gennaio un flashmob e un presidio simbolico intorno alla statua. L’evento mira a ribadire l’importanza della figura di Mancini per la comunità cosentina e a opporsi allo spostamento. Pietro Mancini ha dichiarato che questa iniziativa rappresenta un atto di resistenza, non solo simbolica ma anche fisica, per proteggere la memoria del leader socialista.

Le posizioni contrapposte

Da un lato, il sindaco Caruso, anch’egli socialista, sostiene che lo spostamento sia necessario per ragioni logistiche e progettuali, e che la nuova posizione garantirà un rilievo adeguato alla statua. Dall’altro, i familiari e molti cittadini vedono in questa decisione un affronto alla memoria storica e alla figura di Mancini.

«Non si tratta solo di una questione logistica – ha affermato Pietro Mancini – ma di rispetto per la storia della nostra comunità. La statua non si sposta, e la storia non si sfratta.»

Un futuro incerto

La disputa sembra destinata a durare, con il rischio di complicazioni sia politiche che operative. Il clima di tensione e i toni accesi delle dichiarazioni rendono difficile immaginare una risoluzione rapida e pacifica. L’imbarazzo, nel frattempo, cresce all’interno del centrosinistra, già diviso su altre questioni politiche.

Redazione

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