Polemiche Ponte sullo Stretto: l’Ingv denuncia mancanza di valutazioni sismiche

Il presidente dell'Ingv Carlo Doglioni segnala carenze nella valutazione sismica del progetto, mentre la società Stretto di Messina ribatte con rassicurazioni sulla sicurezza

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro delle polemiche. Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), ha dichiarato che il suo istituto non è stato consultato per l’analisi del rischio sismico e delle faglie attive nell’area in cui dovrebbe sorgere il ponte. In una risposta scritta indirizzata al deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Angelo Bonelli, Doglioni ha sottolineato che, secondo le informazioni raccolte, la società Stretto di Messina avrebbe coinvolto solo due ricercatori dell’Ingv, ma a titolo personale e senza approfondimenti adeguati.

La società Stretto di Messina non ha tardato a replicare. In una nota ufficiale, ha affermato che il ponte è stato progettato seguendo criteri avanzati che lo renderebbero tra le strutture sismicamente più sicure sia in Italia che a livello mondiale. Piero Ciucci, amministratore delegato della società, ha dichiarato che il progetto è in possesso di tutte le certificazioni sismiche necessarie, e che alcuni ricercatori dell’Ingv hanno collaborato con il consorzio Eurolink durante le fasi di progettazione definitiva del 2011 e nei recenti aggiornamenti del quadro geosismotettonico.

La società ha anche informato di un accordo tra Eurolink e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università “La Sapienza” di Roma, recentemente rafforzato da una collaborazione scientifica con l’Ingv per il monitoraggio e lo scambio di dati geotecnici. Riguardo alla faglia di Cannitello, che alcuni considerano critica per il rischio sismico, la società ha dichiarato che questa non è sismogenetica, cioè non genera terremoti significativi. Il progetto, sostiene la società, sarebbe stato concepito per resistere a terremoti dell’intensità del devastante sisma che colpì Messina nel 1908.

Nonostante le rassicurazioni ufficiali, il dibattito politico e sociale rimane acceso. Esponenti del Partito Democratico e di Alleanza Verdi Sinistra, supportati da figure di spicco come il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, chiedono l’intervento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e una discussione parlamentare. Conte ha sottolineato come le informazioni fornite dall’Ingv portino alla luce lacune nelle valutazioni tecniche e sismiche del progetto, evidenziando inoltre la presenza di documenti vecchi e, in alcuni casi, non aggiornati.

Diverse criticità riguardano anche gli impatti ambientali: il sociologo Aurelio Angelini, che ha contribuito alle osservazioni sul progetto, ha accusato le autorità di trascurare gli aspetti ecologici e di sicurezza, limitandosi a generiche affermazioni di supporto politico al progetto. Angelini ha inoltre criticato la Regione Siciliana, sottolineando che durante il periodo di consultazione pubblica, scaduto il 13 aprile, non avrebbe fornito osservazioni sostanziali, mentre l’Arpa Sicilia, l’agenzia regionale per l’ambiente, ha inviato ben 35 osservazioni tecniche.

A sostegno del progetto, il governatore della Sicilia, Renato Schifani, ha recentemente annunciato il parere positivo della Commissione Tecnico-Specialistica (Cts) della Regione Siciliana, che avrebbe espresso un sì condizionato alla Valutazione d’Impatto Ambientale (Via). Tuttavia, secondo alcuni critici, il parere della Cts regionale avrebbe un valore limitato, poiché il processo decisionale è competenza della Commissione Via nazionale.

La costruzione del Ponte sullo Stretto, un’infrastruttura considerata strategica per il collegamento tra Sicilia e Calabria, richiede un investimento stimato di circa 15 miliardi di euro. Mentre il governo prosegue con il piano di costruzione, le opposizioni continuano a sollecitare maggiore trasparenza e approfondimenti tecnico-scientifici, chiedendo che i rischi ambientali e sismici siano valutati in modo più esaustivo. In assenza di certezze sulla sicurezza, la preoccupazione è che l’opera possa trasformarsi in una “cattedrale nel deserto”, sottraendo risorse che potrebbero altrimenti favorire il reale sviluppo del Sud Italia.

Redazione

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