Invece di investire in formazione, trecento docenti sono implicati in uno scandalo legato all’uso improprio dei cinquecento euro della Carta del docente, vincolati all’aggiornamento professionale.
Le indagini della procura e della guardia di finanza hanno rivelato che questi insegnanti hanno acquistato elettrodomestici, condizionatori, televisori e smartphone anziché libri, corsi di formazione o esperienze culturali, come previsto dalla legge. Collaborando con un imprenditore di Cosenza di una catena di distribuzione di elettronica, avrebbero trovato un modo per eludere le regole. Ora, oltre all’inchiesta penale, devono affrontare anche le valutazioni dell’Ufficio procedimenti disciplinari provinciale.
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