Amalia Bruni, consigliera regionale del PD e vicepresidente della commissione Sanità, ha dichiarato che le prossime settimane saranno cruciali per capire se il governo intende invertire la tendenza sul finanziamento del SSN. L’aggiornamento della Nota di economia e finanza e la legge di bilancio 2025 saranno decisive per capire le intenzioni dell’esecutivo sul futuro del Fondo sanitario nazionale. Bruni ha sottolineato l’importanza di avviare una nuova stagione di riforme per il potenziamento del servizio sanitario.
La proposta del PD: finanziamento al 7,5% del PIL
Il Partito Democratico ha posto al centro del dibattito politico la questione del rilancio del servizio sanitario pubblico, proponendo una legge per aumentare il finanziamento del SSN a non meno del 7,5% del PIL. La proposta, firmata dalla segretaria Elly Schlein, ha trovato l’appoggio di cinque Consigli regionali, tra cui non figura quello della Calabria. Bruni ha criticato la maggioranza di centrodestra calabrese per aver impedito il dibattito su questa proposta, che mira a garantire un sistema sanitario pubblico più efficiente e accessibile.
Sottofinanziamento e gestione della sanità calabrese
Bruni ha citato diverse fonti indipendenti, tra cui la Fondazione Gimbe, la Corte dei conti e l’Ufficio parlamentare di bilancio, che hanno evidenziato il sottofinanziamento cronico del SSN. Nonostante le ripetute segnalazioni, secondo Bruni, il problema non è stato affrontato con l’urgenza necessaria. La consigliera ha poi puntato il dito contro la gestione commissariale della sanità in Calabria, attualmente affidata al presidente Roberto Occhiuto, sottolineando che, nonostante le risorse messe a disposizione dal governo, i risultati sono stati deludenti. Bruni ha evidenziato che siamo ormai al terzo anno di commissariamento, ma che le condizioni del settore sanitario calabrese non hanno mostrato miglioramenti significativi.
Un cambiamento di strategia necessario
La gestione commissariale, inizialmente sostenuta dal PD, si è rivelata fallimentare, secondo Bruni, che ora chiede un cambio di rotta. Nonostante il sostegno ricevuto da parte del governo e del parlamento, le misure adottate non hanno risolto le criticità che affliggono il sistema sanitario regionale. Bruni ha quindi invitato a una revisione della strategia per garantire ai cittadini calabresi un servizio sanitario migliore, più efficiente e accessibile.
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