La Calabria sta affrontando una crisi idrica senza precedenti, che ha spinto la Regione a richiedere il riconoscimento dello stato di calamità al governo centrale. La richiesta, avanzata con una delibera della Giunta regionale, è supportata da evidenze scientifiche che dimostrano l’entità della siccità che ha colpito il territorio tra luglio 2023 e giugno 2024. Questo periodo è stato caratterizzato da un’insolita e prolungata carenza di precipitazioni, con effetti devastanti sull’approvvigionamento idrico e sui settori agricolo e zootecnico.
La delibera, pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione, cita lo studio dell’Osservatorio permanente degli utilizzi idrici del Distretto Idrografico Appennino Meridionale, che ha evidenziato come lo Standardized Precipitation Index (SPI), un indicatore chiave per misurare la severità della siccità, abbia registrato valori particolarmente critici a giugno 2024, sia a livello di sei mesi che di dodici mesi precedenti. Questi dati indicano una situazione di “alta” criticità per il comparto irriguo calabrese, mettendo in luce le gravi difficoltà nell’approvvigionamento idrico.
Inoltre, la Giunta ha considerato un report dell’Arpacal sull’andamento termo-pluviometrico nello stesso periodo, che ha rilevato un’anomalia significativa rispetto alle medie storiche del trentennio 1991-2020. Le temperature sono state costantemente sopra la media, con picchi notevoli in mesi chiave come luglio, ottobre e dicembre 2023, nonché febbraio 2024. In alcune zone della Calabria, le temperature medie hanno superato le medie storiche di oltre 4°C, mentre le precipitazioni sono state inferiori al 70% della norma, con alcune aree che hanno registrato livelli di pioggia pari o inferiori al 40% delle medie storiche.
La delibera ricorda che la Giunta regionale ha già dichiarato lo stato di emergenza a livello locale, e si sottolinea che il Dipartimento della Protezione Civile ha ulteriormente evidenziato le criticità, menzionando le pressanti esigenze stagionali dei settori agricolo e zootecnico, che rischiano di essere gravemente compromessi se non verranno prese misure straordinarie.
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