I lavoratori dei call center dell’Abramo Customer Care situati a Catanzaro, Crotone e Montalto Uffugo (Cosenza) affrontano un futuro incerto. L’incontro tra i commissari dell’azienda e le segreterie nazionali di categoria sull’ipotetica cessione del ramo aziendale non ha prodotto risultati positivi. TIM, impegnata in un processo di delocalizzazione, ha dichiarato di non voler cedere alcun contratto. Questa notizia è stata resa nota da Fabio Tomaino, segretario della Uil Crotone.
Senza una cessione dei contratti TIM, non è possibile alcuna proroga della gestione straordinaria. La situazione lascia poche opzioni per evitare la cassa integrazione dei lavoratori, con l’unica via d’uscita rappresentata dalla disponibilità di TIM a trasferire le commesse ai suoi fornitori, dando così il tempo necessario per trovare soluzioni strutturali. Questo tipo di soluzione, tuttavia, richiede un intervento a livello ministeriale.
Se non ci sarà una convocazione del Ministero entro il 15 luglio, le Organizzazioni Sindacali hanno deciso di portare i lavoratori a manifestare a Roma. Questa decisione è stata presa in una recente assemblea, sottolineando l’urgenza e la gravità della situazione. Per risolvere la crisi, è necessario un tavolo ministeriale che coinvolga il Ministero, TIM, la Regione e i sindacati.
La cessione dei contratti TIM è l’unica via per evitare la cassa integrazione dei lavoratori. Senza questo passaggio, la gestione straordinaria non può essere prorogata, e i lavoratori rischiano la perdita del loro impiego. L’intervento del Ministero è cruciale per trovare una soluzione a lungo termine.
La mancanza di una soluzione immediata potrebbe portare a proteste e manifestazioni a Roma. Le Organizzazioni Sindacali sono pronte a portare avanti azioni concrete per salvaguardare i diritti dei lavoratori e trovare una via d’uscita dalla crisi attuale.
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