La morte di Mohamed Amin Bessioud, per tutti “Momo”, torna al centro dell’attenzione nazionale. A riportarla in primo piano è Il Messaggero, che dedica un lungo approfondimento ai dubbi sulla caduta dal balcone, alla denuncia della madre e alla ricostruzione di quei minuti. La donna, Nabila, ha infatti trasformato in una denuncia alla Questura di Cosenza i dubbi che nutre fin dall’inizio, chiedendo che venga fatta luce sulla morte del figlio.
I fatti
Il giovane, 25 anni, cittadino italiano di origini tunisine, è morto il 23 luglio precipitando dal balcone di un appartamento al terzo piano durante un controllo dei carabinieri. Si trovava agli arresti domiciliari per droga. Soccorso dal 118, fu portato d’urgenza in ospedale, dove morì poco dopo per i gravi traumi. La Procura di Cosenza, guidata da Vincenzo Capomolla, aprì subito un fascicolo.
La versione dei carabinieri e quella della madre
Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, il giovane avrebbe spintonato uno dei militari per poi raggiungere il balcone e lanciarsi nel vuoto. La madre fin dai primi giorni ha raccontato una vicenda diversa: non le sarebbe stato permesso di entrare nella stanza, avrebbe sentito delle urla e, aperta la porta, avrebbe visto il figlio gettarsi dal balcone.
Dopo l’audizione davanti al pubblico ministero, la donna avrebbe presentato la denuncia. Secondo quanto si è appreso, è diretta contro un brigadiere dei carabinieri e ricostruirebbe momenti della vicenda rimasti finora poco chiari. Nel racconto della madre ci sono almeno tre punti delicati
- le manette: sostiene che Mohamed fosse ancora ammanettato quando si è diretto verso il balcone; sarebbe stato ammanettato dopo essersi opposto all’allontanamento della madre dalla stanza.
- l’alterco: avrebbe riferito di un diverbio sul balcone tra il giovane e i militari negli istanti precedenti alla caduta.
- i soccorsi: la donna solleva dubbi sui tempi della richiesta di aiuto e sui minuti successivi alla caduta. I carabinieri, invece, sostengono di aver allertato subito i soccorsi.
Nel racconto del Messaggero emerge anche il ritratto di Momo: il cambiamento sarebbe arrivato nel 2023, dopo la morte improvvisa del padre, mentre la madre ha parlato fin da subito di una depressione iniziata dopo quel lutto. La nuova difesa della famiglia ha chiesto accertamenti tecnici urgenti sulla dinamica della precipitazione, per preservare ogni elemento materiale ancora presente sul luogo. Nuove testimonianze e gli accertamenti medico-legali potrebbero chiarire i punti ancora aperti.
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