Il gip di Cosenza, Claudia Pingitore, ha respinto le richieste di misure cautelari avanzate dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta adulterazione delle acque a Carolei, che coinvolge anche ipotesi di corruzione e turbativa d’asta legate alla gestione del cimitero comunale. Non è quindi scattato l’arresto per l’ex sindaco dimissionario Francesco Iannucci, per il quale il pubblico ministero Antonio Bruno Tridico aveva chiesto la custodia cautelare in carcere.
Pur respingendo le richieste della Procura, il giudice ha comunque riconosciuto la sussistenza di un quadro di gravità indiziaria, giudicando gravi le condotte contestate agli indagati.
Le dimissioni pesano sulla decisione
Dalle motivazioni del gip emerge che a incidere sull’esito sono state anche le dimissioni rassegnate da Iannucci e dagli assessori coinvolti nell’inchiesta. Con la fine degli incarichi amministrativi sarebbero venute meno, almeno in parte, le esigenze cautelari che avevano spinto la Procura a chiedere le misure restrittive.
Gli interrogatori preventivi
La decisione del gip arriva dopo gli interrogatori preventivi svolti lunedì scorso, ai quali si sono presentati tutti e sette gli indagati: oltre a Iannucci, anche Francesco Iorio, Giovanni Ioele, Francesco Pulice, Paolo Filice, Andrea Forlino e Luigi Principe.
Assistito dall’avvocato Francesco Calabrò, l’ex sindaco ha risposto per oltre due ore alle domande del giudice. Il collegio difensivo comprende inoltre gli avvocati Enzo Belvedere, Marco Tarsitano, Vincenzo Aprile, Edoardio Florio, Salvatore Marra e Pierluigi Pugliese.
La difesa punta sulle analisi dell’acqua
Nel corso dell’interrogatorio, la difesa di Iannucci ha prodotto documentazione relativa alla sorgente al centro delle indagini, sostenendo che le analisi condotte negli anni precedenti avessero dato esito favorevole sulla qualità dell’acqua poi convogliata nel serbatoio comunale. L’ex sindaco ha inoltre fatto riferimento a un finanziamento ottenuto per completare i lavori sull’impianto.
L’avvocato Calabrò ha inoltre contestato il mancato sequestro della sorgente, facendo notare che la sua chiusura era stata disposta dallo stesso Iannucci ancor prima delle dimissioni.
La versione della Procura
L’indagine, condotta dal Nucleo Carabinieri Forestale di Cosenza in collaborazione con il Nipaaf, è nata dal monitoraggio della sorgente e si è avvalsa anche di intercettazioni. Secondo la ricostruzione accusatoria, l’acqua sarebbe stata immessa abusivamente nella rete idrica comunale, con una canalizzazione realizzata di notte, per garantire continuità nella fornitura, nonostante l’iter autorizzativo non fosse stato completato.
La difesa respinge questa ricostruzione, richiamando le analisi depositate davanti al gip. Le diverse versioni saranno oggetto di ulteriori accertamenti nel prosieguo delle indagini.
Il filone sul cimitero comunale
Parallelamente al capitolo sulle acque, l’inchiesta comprende anche un filone relativo a presunta corruzione e turbativa d’asta nella gestione del cimitero comunale di Carolei, che coinvolge l’ex vicesindaco Paolo Filice, altri componenti dell’amministrazione e un imprenditore.
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