Emergenza idrica nel Mezzogiorno: Cosenza nella top 5 italiana per dispersione delle reti

I nuovi dati Istat evidenziano perdite di risorsa idrica superiori al 66% nella città dei Bruzi, tra razionamenti quotidiani e gravi criticità infrastrutturali nel Sud Italia

Le criticità strutturali delle reti idriche italiane continuano a penalizzare in modo rilevante i territori del Mezzogiorno. Secondo gli ultimi rilevamenti diffusi dall’Istat, relativi al triennio 2023-2025, la città di Cosenza figura tra le prime cinque realtà urbane del Paese per volume di risorsa idrica dispersa, registrando una perdita del 66,5% dell’acqua immessa nelle condotte.

Il dato cosentino si inserisce in un quadro di generale sofferenza delle infrastrutture nazionali, dove la media della dispersione si attesta al 42%. La graduatoria dei capoluoghi di provincia più colpiti dal fenomeno vede al primo posto Potenza con una perdita del 71%, seguita da Chieti (70,4%), L’Aquila (68,9%), Latina (67,7%) e Cosenza. Le dispersioni più elevate si concentrano prevalentemente nelle regioni meridionali e insulari, con valori di massima criticità registrati in Basilicata, Abruzzo, Molise, Sardegna e Sicilia.

L’inefficienza delle condotte ha un impatto diretto sulla continuità del servizio per i cittadini, traducendosi in frequenti interventi di razionamento. Il dossier dell’Istat evidenzia come nel 2024 quasi tutti i capoluoghi di provincia calabresi (con la sola eccezione di Crotone) e siciliani (esclusa Siracusa) abbiano dovuto adottare misure di limitazione dell’erogazione, con il coinvolgimento di città metropolitane come Reggio Calabria, Messina, Palermo e Catania.

Nello specifico, per oltre l’80% della popolazione residente a Cosenza si sono rese necessarie sospensioni o riduzioni dell’erogazione idrica. Nella città calabrese le interruzioni sono state programmate con cadenza quotidiana, dal tardo pomeriggio alle prime ore del mattino, per consentire il riempimento dei serbatoi di distribuzione. Quadri di ulteriore severità si riscontrano a Vibo Valentia, dove la sospensione notturna è rimasta attiva per l’intero anno, e ad Agrigento, dove il servizio è stato completamente sospeso per 209 giorni e ridotto per altri 157.

Redazione

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