Eternit, un pericolo ancora presente nelle nostre città

Si pensa spesso a un problema del passato. Purtroppo non è così. A oltre trent'anni dalla messa al bando dell'amianto in Italia, sono ancora numerosi gli edifici e i manufatti che possono contenerlo

Eternit

Quando si parla di amianto ed Eternit, si pensa spesso a un problema del passato. Purtroppo non è così. A oltre trent’anni dalla messa al bando dell’amianto in Italia, sono ancora numerosi gli edifici e i manufatti che possono contenerlo, anche all’interno dei centri abitati.

Il pensiero corre subito alle classiche coperture ondulate in cemento-amianto, ancora visibili su vecchi capannoni, garage, depositi e abitazioni. Ma il problema è più ampio: in passato l’amianto è stato utilizzato anche per tubazioni, canne fumarie, pannelli, rivestimenti, controsoffitti, pavimentazioni e altri elementi edilizi.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più preoccupanti: l’amianto non è sempre visibile o facilmente riconoscibile. Può trovarsi all’interno di vecchie strutture, nascosto in parti dell’edificio che osserviamo ogni giorno senza sapere di cosa siano composte.

La sua pericolosità è legata soprattutto alla possibile dispersione nell’aria di fibre microscopiche che, se inalate, possono provocare nel tempo malattie molto gravi. Il rischio dipende dalla tipologia del materiale e soprattutto dal suo stato di conservazione: manufatti vecchi, deteriorati, danneggiati o sottoposti a interventi impropri richiedono particolare attenzione.

E il tempo, inevitabilmente, passa. Molte strutture contenenti cemento-amianto sono esposte da decenni a sole, pioggia, vento, sbalzi di temperatura e sollecitazioni di ogni genere. Per questo non è sufficiente dire che “sono sempre state lì”: è necessario verificarne periodicamente le condizioni.

La questione diventa ancora più importante quando questi manufatti si trovano nei centri abitati, magari a pochi metri da case, balconi, cortili, scuole o luoghi frequentati quotidianamente.

Questo non significa creare allarmismo. La presenza di un manufatto contenente amianto non equivale automaticamente a un pericolo immediato, ma non deve neppure essere ignorata. Occorrono controlli, valutazioni tecniche e, quando necessario, interventi di messa in sicurezza o bonifica eseguiti da personale qualificato.

È fondamentale, inoltre, non intervenire autonomamente su materiali sospetti: rompere, forare, tagliare o rimuovere un manufatto che contiene amianto può favorire la dispersione delle fibre.

La legge ha vietato l’amianto in Italia nel 1992, ma il divieto non ha cancellato ciò che era stato costruito nei decenni precedenti. Quell’eredità è ancora presente sul nostro territorio.

Per questo servono attenzione, censimenti, controlli e interventi laddove necessari. Anche i cittadini possono fare la propria parte segnalando alle autorità competenti situazioni sospette o manufatti evidentemente deteriorati.

L’amianto appartiene al passato, ma purtroppo è ancora presente nel nostro presente. E ciò che non si vede non significa che non esista.

Conoscere il problema, controllare le strutture e intervenire correttamente significa tutelare la salute delle persone e rendere più sicuri i luoghi in cui viviamo.

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