Arriva il definitivo semaforo verde per il Piano di rientro della sanità calabrese relativo al triennio 2026-2028, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 7 luglio. L’iter ha completato il suo percorso istituzionale con una tripla approvazione: al parere favorevole espresso dalla struttura tecnica di monitoraggio paritetica — che ha recepito le indicazioni dei Ministeri dell’Economia e della Salute — e all’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni, si è aggiunto l’avallo finale del Consiglio dei ministri.
Il via libera di Palazzo Chigi giunge a breve distanza dalla pronuncia della sezione di controllo della Corte dei Conti, la quale ha stabilito il «non luogo a procedere» in merito alla richiesta di visto, segnando formalmente il superamento di una fase commissariale protrattasi per oltre un quindicennio.
Il documento di programmazione individua due direttrici fondamentali: il mantenimento dell’equilibrio finanziario e l’innalzamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Nel processo di ristrutturazione un ruolo centrale sarà svolto da Azienda Zero, struttura a cui verrà affidata la gestione accentrata dei sistemi informatici e del reclutamento delle risorse umane.
L’incremento degli organici figura tra i target primari per il prossimo triennio, rendendosi necessario dopo la contrazione del 24% del personale registrata dal servizio sanitario regionale nell’arco di undici anni (a fronte di una media nazionale del 4%). Tra gli altri obiettivi operativi compaiono:
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Prevenzione e rete territoriale: Allineamento agli standard ministeriali per gli screening oncologici e impiego delle risorse del PNRR per l’apertura di 62 Case della Comunità e 20 Ospedali di Comunità.
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Emergenza-urgenza ed edilizia sanitaria: Potenziamento della rete 118 con l’obiettivo di raggiungere 80 postazioni territoriali entro il 2027, unitamente all’attuazione della nuova programmazione ospedaliera e al consolidamento delle reti clinico-assistenziali.
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Mobilita passiva: Stipula di intese dirette con le Regioni ad alta attrattività sanitaria per contenere i flussi di pazienti in uscita.
Sul versante economico-patrimoniale, il Piano affronta la stabilizzazione dei conti. Del debito degli Enti del SSR maturato al 31 dicembre 2020 — stimato complessivamente in 873 milioni di euro — risulta già riconciliato circa l’89%, mentre il completamento della restante quota dell’11% è programmato entro il 2026. Il quadro contabile registra infine il perfezionamento della certificazione dei bilanci d’esercizio 2022 e 2023 riferiti alla Gestione Sanitaria Accentrata (GSA).
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