Rosa Vespa potrà lasciare il territorio comunale di Castrolibero. Il giudice per le indagini preliminari di Cosenza, Letizia Benigno, ha infatti revocato l’obbligo di dimora precedentemente imposto alla donna, già condannata nei mesi scorsi a 5 anni e 4 mesi di reclusione per il sequestro della piccola Sofia.
A seguito dell’istanza presentata dal difensore della condannata, l’avvocato Pietro Nicotera, il GIP ha disposto una misura meno afflittiva: Rosina Vespa avrà ora il solo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria due volte a settimana.
Secondo quanto spiegato nel provvedimento del giudice, la decisione è maturata alla luce di due elementi principali: Il significativo tempo già trascorso sotto il regime di diverse misure cautelari e il positivo percorso psicologico e terapeutico intrapreso dalla donna.
Fattori che, secondo il tribunale, hanno sensibilmente affievolito le esigenze cautelari che erano alla base dei precedenti divieti.
La vicenda giudiziaria affonda le radici nei drammatici fatti del 21 gennaio 2025. Quel giorno, la neonata venne rapita all’interno della clinica privata cosentina “Sacro Cuore”. La Vespa riuscì a sottrarre la neonata alla madre utilizzando uno stratagemma e fingendosi una puericultrice della struttura.
Il piano della donna scattò immediatamente, ma la sua fuga durò pochissimo: grazie al tempestivo intervento della Polizia di Stato, la bambina venne ritrovata sana e salva poche ore dopo il rapimento e restituita ai genitori.
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