Il grande sabato sera della boxe firmato TAF 13 (The Art of Fighting) doveva essere una festa di sport ed emozioni sul ring dell’Allianz Cloud Arena, ma il verdetto dei pesi massimi leggeri ha lasciato dietro di sé una scia pesantissima di polemiche e perplessità.
A conquistare la vittoria sulla distanza delle 8 riprese è stato Mohamed Elmaghraby, ma i cartellini dei giudici hanno scatenato la contestazione aperta e unanime del pubblico milanese, decisamente non d’accordo con la lettura del match da parte dei tre arbitri.
A fare le spese di una decisione che ha lasciato tutti a bocca aperta è stato Vincenzo Lizzi. Il pugile di Fuscaldo, cugino d’arte del campione Dario Morello, si presentava sul ring forte di un palmarès dilettantistico che non poteva ingannare: medaglie ai Giochi Olimpici Giovanili, agli Europei e ai Mondiali.
Lizzi ha disputato un ottimo match, mettendo in mostra una boxe solida, precisa e strategica, che sembrava avergli garantito un netto vantaggio nel corso delle 8 riprese.
Nonostante la prestazione maiuscola del boxeur calabrese, al momento della lettura dei cartellini è arrivata la doccia fredda: vittoria all’unanimità per Mohamed Elmaghraby.
verdetto unanime ha letteralmente fatto esplodere l’Allianz Cloud, trasformando gli applausi per l’ottimo livello tecnico visto sul ring in una pioggia di fischi e proteste indirizzate ai giudici di gara.
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